Nuovo stadio Roma – Cosi’ come per le Olimpiadi anche per lo stadio della Roma, arriva un no da parte della giunta 5 Stelle, sia capitolina che della Citta’ Metropolitana, entrambe a guida Virginia Raggi. Come un fulmine a ciel sereno, dopo che il 31 gennaio il Campidoglio aveva fatto richiesta di proroga alla Conferenza dei Servizi aperta in Regione, per studiare in modo piu’ approfondito le carte, arriva il parere non favorevole sul progetto presentato da Parnasi e Pallotta. Generiche e diverse le richieste da parte del comune ai proponenti, dalla viabilita’ ai trasporti passando per una maggior sicurezza dei pedoni, fino una valorizzazione delle tribune del vecchio ippodromo, assurte a opera architettonica, e a una richiesta di ridisegnare il perimetro delle aree soggette a rischio per eventi idraulici, nonostante l’Autorita’ di bacino del Tevere abbia dato il suo parere positivo sulle opere che sarebbero state fatte per il rischio idrogeologico e che dovrebbero essere integrate entro il 3 marzo dai progettisti di Pallotta. Un lavoro enorme per la Roma da fare in 30 giorni, mentre dal Campidoglio fanno sapere che: “Sul progetto definitivo dello stadio della Roma c’e’ la volonta’ di andare avanti per analizzare il dossier. E’ stata chiesta proprio per questo motivo la proroga di trenta giorni della Conferenza dei Servizi. Riserve sono state espresse sui livelli di sicurezza stradale, veicolare e pedonale nella consapevolezza che ci sono trenta giorni per intervenire. C’e’ una lista di temi da affrontare nel periodo di sospensione; ci sono tutti i margini per concludere positivamente la procedura”.
Un comunicato che fa segnare una netta vittoria della linea Berdini, assessore all’Urbanistica, sempre contrario all’opera. L’iter del progetto parte il 15 giugno del 2015 quando James Pallotta consegna all’allora sindaco Ignazio Marino l’idea. La scelta era ricaduta su Tor di Valle dopo una selezione tra diverse zone della Capitale, per poi decidere che l’ex ippodromo fosse il luogo ideale dove far sorgere quello che per i tifosi giallorossi e’ un sogno che parte da Dino Viola, passando per Franco Sensi fino ad arrivare alla nuova proprieta’ americana. Pomo della discordia del progetto privato piu’ importante dei prossimi 10 anni, con oltre 300 milioni di opere pubbliche a carico del privato, in una citta’ da dove molti imprenditori stanno fuggendo, il Business Park, ossia le tre torri ideate dall’architetto Daniel Libeskind. Secondo Paolo Berdini quelle torri devono sparire o, quanto meno, essere notevolmente ridotte. Daniele Frongia, prima, Virginia Raggi e Paolo Bergamo poi, hanno cosi’ deciso di intavolare una trattativa con la Roma stessa per arrivare a una sintesi. Almeno cosi’ appariva lo scenario. Oggi le cose sembrano stare in maniera diversa, visto che nel parere del Campidoglio non si parla di eccessive cubature o colata di cemento. Ora la palla passa di nuovo nella mani dei giallorossi che hanno due alternative: assecondare le molte richieste contenute nelle sei pagine riassuntive del parere non favorevole o alzare bandiera bianca, abbandonare il progetto non senza, pero’, portare a termine le dovute conseguenze del caso che la stessa avvocatura capitolina ha quantificato in un’eventuale richiesta di danni pari a 400 euro pro capite. (ITALPRESS).
Nuovo stadio Roma: il nostro calcio non cresce, il commento

Può mai darsi che solo in Italia per muovere un passo ci vogliano anni ed anni? Burocrazia, impedimenti ed anche una fetta di popolazione che non gradisce l’evoluzione, rallentano ogni genere di cambiamento nel nostro paese. Il calcio sta risentendo notevolmente di tutto ciò. Non facciamo altro che parlare della questione stadi e del divario tecnologico e di introiti con gli altri paesi, elogiando quanto fatto dalla Juventus. Quando però Roma (città) e la Roma si trovano a buon punto per colmare tale gap, c’è sempre qualcosa che si mette di traverso. La speranza è che Pallotta non molli, che non ceda. Sappiamo bene che lui da buon americano è abituato a tutt’altra predisposizione verso tali infrastrutture, ma qui siamo un passo indietro caro Pallotta, anche due forse, abbi un po’ di pazienza e continua a lottare per lo stadio.


