Stadio San Siro, le reazioni dopo la notizia della demolizione: adesso dove giocheranno le due squadre?

Decisa la demolizione di San Siro, la reazione da parte del mondo del calcio

Dopo l’annuncio della demolizione di San Siro arrivano altre reazioni. Milano “e’ legata a San Siro e non puo’ essere messa semplicemente davanti ad una presa d’atto”. Sono le dichiarazioni delcapogruppo del Pd al Comune di Milano, Filippo Barberis, sulla realizzazione del nuovo stadio e l’abbattimento di San Siro. “Abbiamo sempre preferito la riqualificazione dell’esistente all’abbattimento. Non e’ possibile, non e’ sostenibile? Che le squadre allora ci spieghino approfonditamente dato che il Comune resta il proprietario dello stadio – ha aggiunto Barberis –. Milan e Inter sono un patrimonio importante per tutti i milanesi e vanno certamente ascoltate”.

“Visto che l’Amministrazione comunale tergiversa, sto raccogliendo le firme dei colleghi consiglieri comunali per convocare una commissione ad hoc, con l’audizione dei vertici di Milan e Inter, per valutare carte alla mano il progetto nella sua interezza, nell’interesse dei milanesi e del quartiere” di San Siro. E’ invece l’annuncio del consigliere comunale milanese di Forza Italia, Alessandro De Chirico. In merito alla demolizione dello stadio Meazza – afferma De Chirico – credo che non spetti a Scaroni dirlo, visto che l’impianto e’ di proprieta’ pubblica, a meno che i costi non siano interamente a carico delle societa’ sportive. Condizioni pratiche ed economiche che devono essere note perche’ sia possibile fare un’attenta valutazione. A oggi non mi e’ possibile prendere una posizione”.

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“E’ importante che il progetto del nuovo stadio rappresenti qualcosa in piu’ di un pretesto per cementificare: uno stadio sostenibile per la citta’, volano per la riqualificazione di un’area grazie alla funzione sportiva che ben si presta ad essere connessa al sistema di grandi aree verdi limitrofe, un progetto che includa promozione sociale, un luogo aperto e disponibile tutto l’anno, accessibile e rispettoso dell’ambiente, quindi car free”. E’ quanto afferma la consigliera di Milano Progressista e vicepresidente della commissione Urbanistica del Comune di Milano, Natascia Tosoni. “Il balletto del referendum pro o contro un nuovo stadio non ci appassiona e come gruppo, guarderemo prima di tutto al merito del progetto, nell’interesse della citta’ e del Comune, proprietario dell’area e dell’attuale impianto”, ha spiegato.

“Tralasciando l’imprudenza (e il pessimo tempismo) di certe esternazioni in un momento cosi’ delicato, l’ipotesi di un eventuale abbattimento dello stadio San Siro non e’ all’ordine del giorno”. Lo afferma invece Gianluca Comazzi, capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale. “Come ha sottolineato anche il sindaco Sala, il Comune di Milano e’ proprietario della struttura e ogni decisione dovra’ passare da un momento di confronto tra i soggetti interessati e i rappresentanti istituzionali (cosa che finora non si e’ ancora verificata). Personalmente – prosegue l’azzurro – sono contrario alla demolizione di uno stadio che ha segnato la storia recente di Milano e del nostro Paese, ospitando alcuni tra i piu’ importanti eventi sportivi, musicali e artistici a livello internazionale”.

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Critico anche il Movimento 5 stelle. “San Siro e’ un pezzo di storia di Milano: l’idea che con ogni probabilita’ verra’ demolito lascia un po’ di amaro in bocca, soprattutto per i tanti tifosi che in questi anni hanno fatto di questo stadio la loro ‘casa calcistica’ – ha commentato la consigliera Patrizia Bedori in una nota -. Detto cio’, mi auguro che, se la demolizione di San Siro verra’ confermata, la costruzione di un nuovo impianto sportivo da parte di Milan e Inter possa essere un’opportunita’ per la citta’ e non, l’ennesima occasione mancata”. “Il nostro augurio, e su questo vigileremo, e’ che la costruzione di un nuovo stadio non coincida con l’ennesima colata di cemento e con quel consumo di suolo che continua, imperterrito, a togliere spazi verdi alla citta’ – ha concluso –. Milano non ha bisogno di altri centri commerciali, la cui costruzione in quella zona sarebbe una scelta scellerata, che porterebbe alla morte dei negozi di prossimita’, preziosi presidi contro il degrado e la microcriminalita’ che imperversa in quella zona”.

Milan ed Inter lontani da Milano in attesa del nuovo stadio? Quali stadi, dunque, considerare nel nostro paese? Non tantissimi, se si vuole prendere in esame la capienza, appunto, ma anche la vicinanza a Milano: le opzioni sarebbero il Comunale di Torino o il Bentegodi di Verona. Più grande il secondo rispetto al primo, ma c’è un problema: la licenza Uefa. Lo stadio di Chievo ed Hellas, infatti, è uno dei pochi in Italia a non possederla. E allora avanza un’ipotesi abbastanza suggestiva, difatti pazza e clamorosa: la pista estera. Più logico pensare, tenendo conto di capienza, vicinanza e licenza Uefa, a tre stadi in particolare, tra Francia e Svizzera: il Velodrome di Marsiglia (67 mila spettatori), il Parc Olympique Lyonnais di Lione (59 mila spettatori) e il St. Jakob-Park di Basilea (38 mila spettatori). In ultimo, si fa avanti un’altra soluzione più “comoda” sotto tanti punti di vista ma complessa a livello geografico: quella della Cina. (LA NOTIZIA NEL DETTAGLIO).