Una brutta pagina di calcio è stata scritta ieri in Svizzera. Il Grasshoppers, glorioso club svizzero che può anche vantare 27 titoli e 19 coppe, è retrocesso in Serie B per la seconda volta nella sua storia dopo 68 anni di fila in massima serie in serie. Fatale la sconfitta interna per 0-4 contro il Lucerna.
Ma a far discutere è il brutto episodio che ha coinvolto la squadra intorno al 70′: un gruppo di ultras è infatti entrato in campo costringendo l’arbitro alla sospensione e ottenendo dai giocatori la consegna delle maglie, solo l’intervento della polizia ha permesso la ripresa della partita. Il giorno dopo Stephan Rietiker, presidente del Grasshoppers, è tornato sulla vicenda denunciando le minacce ricevute dagli ultras. Queste le sue parole: “Dobbiamo distinguere tra quelli che sono fan e quelli che sono teppisti. Con la protesta messa in atto non si poteva continuare il match. Ci sono state delle vere e proprie minacce da parte di questi fan, ma vista anche la poca polizia non potevamo far altro che accontentarli e cedere al loro ricatto. Ora sta alla politica e alle istituzioni intervenire, non è possibile che un’infrazione in auto venga punita di più rispetto a comportamenti da hooligan del genere“.