Guardare le gare della propria squadra del cuore, anche dall’estero, potrebbe diventare molto più semplice di adesso: le partite sono comodamente visibili da qualsiasi pc/ tablet/cellulare, ma quando si oltrepassano i confini italiani scatta il “geoblocking”, che rende impossibile guardare la trasmissione.
I diritti di Sky e Mediaset Premium al momento valgono solo in Italia, ma l’idea è quella di cambiare il tutto: la Commissione Europea vorrebbe creare entro 5 anni un “mercato unico digitale”, riformando tutto il sistema e dando il via ad una svolta clamorosa.
Un operazione del genere creerebbe un giro d’affari enorme, che secondo le stime del giornale La Stampa, sarebbe di 415 miliardi di euro e darebbe anche un grosso taglio alla pirateria. Il problema principale è quello dei diritti, riformati per la prima volta nel 2001, quando ancora la tv on demand non esisteva.
La decisione finale spetta ai singoli governi, ma l’Italia si è già dimostrata favorevole al cambiamento: sia Sky, che Mediaset avrebbero già dato il loro assenso alla rimozione del geoblocking, che oggi impedisce di comprare o vedere dall’estero un programma a pagamento trasmesso da una tv italiana (o straniera). Secondo Gina Nieri, consigliere d’amministrazione di Mediaset, questo non andrebbe ad intaccare in nessun modo la questione diritti: “L’equivoco in cui spesso si cade è che l’abolizione del geo-blocking porti alla possibilità di vedere contenuti senza pagare nulla: sbagliato, bisognerà sempre pagare. Il mercato unico non prescinde dal copyright, ma punta a facilitare la diffusione di contenuti. Occorrerà lavorare tutti insieme perché ci sia un sistema di autorizzazioni e di diritti che si adatti in maniera più moderna alle mutate modalità di fruizione di contenuti licenziati legalmente”.