Di Antonino Sergi – Ogni 4 anni i mondiali sono una vetrina illustre per tutti i calciatori che vi partecipano. Molte le sorprese molte anche le delusioni. Anche la rassegna brasiliana non è stata da meno vedi le tante eliminazioni squadra come Italia e Spagna e sorprese come la Costa Rica di Pinto. Ma ci sono alcuni calciatori che in Italia sono stati scartati o mandati via frettolosamente perché dati per finiti, vedi Julio Cesar e Sneijder.
Una delle tante sorprese di questo mondiale è il Belgio, grandi giocatori insieme a una vecchia conoscenza del nostro calcio quel Vanden Borre passato senza fortuna da Fiorentina e Genoa.
Nel Cile, eliminato agli ottavi dal Brasile, ha fatto coppia con Sanchez l’ex Napoli Edu Vargas. Una domanda sorge spontanea, perché i partenopei non hanno mai puntato seriamente su di lui nonostante i tanti milioni spesi per acquistarlo? Misteri tutti italiani. Altra sudamericana terribile, la Colombia, che ha un nucleo quasi tutto “italiano” ma tra i cafeteros spunta quel Quintero, ex Pescara, che è sicuramente superiore sul piano tecnico rispetto a tanti mediocri calciatori delle nostre big.
Tanti protagonisti del nostro calcio anche nella Grecia che ha come stella il numero 10 Karagounis, meteora interista negli anni di Cuper, che adesso nonostante l’età corre da una parte all’altra del campo e disegna grandi traiettorie con l’ottimo destro. La difesa invece è amministrata da Papastathopoulos, scaricato da Genoa e Milan.
Per concludere tre attaccanti che in Italia hanno avuto poco minutaggio per essere giudicati e naturalmente, come usanza italiana, rispediti al mittente o mandati da una parte all’altra del globo. Gli esempi lampanti sono rappresentanti da Huntelaar (Milan), Seferovic (Fiorentina) e Stuani (Reggina).
Dirigenti italiani urge un esame di coscienza e soprattutto più pazienza prima di valutare un calciatore, povera Italia.