Il campionato di Lega Pro ha regalato già diverse emozioni, il Girone C mette di fronte nelle 7^ giornata Taranto e Catania. Nelle ultime ore è grande l’attesa per una sfida che ha sempre regalato spettacolo, difficile da dimenticare il doppio confronto nella stagione 2002 che ha portato alla promozione in Serie B del Catania. Grande la delusione dei tifosi del Taranto che accarezzavano il salto di categoria. Sul web circola una lettera che ha commosso tutti, l’autore è un tifoso del Taranto che ha ripercorso quel 9 giugno 2002…
“Nove giugno 2002: sono le 7 e 35, sono seduto con mamma a fare colazione, un lunedì come tanti per un bambino di 9 anni. In tv ci sono i cartoni animati, e mamma mi invita a finire presto che devo andare a scuola in questi ultimi giorni. D’improvviso si apre la porta di casa, è papà, sciarpa al collo e zaino in spalla, di ritorno da un lungo viaggio per vedere una partita importante della sua squadra del cuore. Saluta mamma con un bacio, mi mette una mano in testa e mi guasta i capelli appellandomi “succo di frutta”. Si siede a tavola con noi, si versa il caffè e inizia a raccontarci il lungo viaggio di andata, tra risate, scherzi con gli amici di sempre, del traghetto, e della polizia che fruga fin dentro i panini con la frittata preparata da mamma. Poi inizia a parlare della partita, il suo viso si incupisce, parla di gol annullati, di giocatori presi a schiaffi, di un clima tremendo, ma anche di tanti tanti tarantini che tifano alla grande nonostante la sconfitta”.

“E poi il lungo viaggio di ritorno, la lunga sosta per riposare in una stazione di servizio, e la voglia che sia già domenica per far vedere a quelli lì cosa vuol dire giocare a Taranto. Mamma ascolta… rassegnata mentre io volo di fantasia, in quel momento papà mi riporta alla realtà dicendo con fare deciso, “domenica vieni allo stadio pure tu”. Mamma non gli fa terminare la frase e lo aggredisce, ricordo parole mai sentite prima, ultras, cariche, celerini, ma papà è perentorio… La settimana scorre rapidamente, tutti in città parlano di questa partita, papà va avanti e indietro, passa le ore al telefono, io lo osservo e cerco di immaginare cosa succederà domenica”.
“9 giugno 2002: il grande giorno è finalmente arrivato, usciamo presto per andare al bar, io e papà, mamma resta a casa, non ha ancora digerito la decisione di papà. La città sembra impazzita, tutti vestono di rosso e blu, tutti parlano della partita, tutti sono convinti che vinceremo e segnerà Riganò. Mangiamo al volo e via di corsa allo stadio, i ricordi sono sbiaditi, avevo solo 7 anni, ricordo un mare di gente, un fiume di persone in fila per entrare, e poi i cori, i fumogeni, i fischi assordanti, per quelli lì di fronte a noi. Della partita ricordo praticamente nulla, ma non dimenticherò mai le lacrime delle persone intorno a me. Gli occhi rossi di papà mentre tornavamo a casa, e la faccia cupa di mamma ad attenderci sul balcone. Ricordo papà che toglie la sciarpa e la ripone in un tiretto del comò, non dimenticherò mai le sue parole, “io ho chiuso””.
“Oggi di anni ne ho 21, sono uno studente universitario e a differenza di papà io con il Taranto non ho chiuso, anzi. Qualche anno dopo quel pomeriggio di giugno allo stadio ci sono tornato con i miei amici, ed è stato amore. Anni di delusioni, di sconfitte, di fallimenti, ma noi sempre lì, col sole o con la pioggia, esserci nonostante la categoria e purtroppo solo in casa… perche’ le trasferte AHIME sono legate ad uno sporco ricatto… Ieri pomeriggio, mentre studiavo per un esame, in camera è entrato papà, i capelli ormai più grigi che neri, lo vedo rovistare nel comò, lo seguo con lo sguardo senza fiatare. Tira fuori la sua vecchia sciarpa, la mette al collo e mi fa, “stavolta al campo mi porti tu”, lo guardo e sorrido, senza ricambiare il mio sorriso aggiunge “Stavolta con quelli lì ce la giochiamo davvero”. Certo che ce la giochiamo papà, potremo anche perdere, ma stavolta ce la giochiamo.”