Tare shock, accuse pesanti contro il “metodo Juve” e su De Vrij: “so dove non andrà”

Il ds della Lazio, Igli Tare, ha concesso una lunga intervista alla Gazzetta dello sport, nella quale ha spaziato attorno a diversi argomenti, facendo anche un po’ discutere. Alcune sue dichiarazioni relative alla Juventus non sono infatti passate inosservate: “Contro la Juve ho segnato e vinto una volta sola: 2-0 Brescia nel 2002, 7′ di recupero, mai visto. Mazzone urlò: Che è sta roba? e il quarto uomo: ‘Mi vergogno, ma scrivo i minuti che mi dicono’. Il potere Juve lo avvertivi come oggi avverti che hanno i mezzi per controllare il mercato italiano, la loro politica aggressiva sui giovani di prospettiva”. Un’accusa grave quella di Tare. Il 4° uomo avrebbe detto di vergognarsi per il recupero deciso dall’arbitro dell’incontro che era Farina, deceduto e dunque impossibilitato a difendersi relativamente al caso.

Alfredo Falcone/LaPresse

Tare comunque prosegue. “Il contrasto politico Lotito-Agnelli è lampante. Ma con Paratici zero problemi: neanche per Keita, Milinkovic o De Vrji, che non andrà alla Juve anche se il suo nome è passato sul loro tavolo. Inzaghi alla Juve? Non mi dà fastidio sentire queste voci: si cresce, ma devono ancora succedere cose e passare un paio di anni”. Infine Tare ha spiegato come ha fatto a scovare Milinkovic-Savic, vero crack di casa Lazio: “Milinkovic era al Vojvodina, lo seguii grazie a un amico. Alto come me, e quelle doti tecniche: un crack, ma non potevo garantirgli di giocare quanto gli serviva. Lo monitorai al Genk per mesi, poi andai a prenderlo. La Fiorentina aveva contattato suo padre e fu per rispetto a lui che Sergej andò a Firenze quel giorno, poi rispettò me e il rapporto creato con i suoi agenti”.