“Una nuova vicenda Parma non potrebbe capitare, la Covisoc ha valutato gli impegni a breve e ci troviamo di fronte alle dichiarazioni di impegno morale da parte di amministratori e dirigenti che riteniamo serie”. Così Carlo Tavecchio, presidente della Figc, esclude di poter assistere a un nuovo caso come quello del club ducale anche se gli effetti dei provvedimenti adottati dopo quanto accaduto si vedranno soprattutto nel lungo termine. “Quest’anno abbiamo dettato le norme a valere nel futuro, altrimenti avremmo dovuto fare una cura da cavallo che avrebbe ucciso il cavallo stesso – spiega ai microfoni di ‘Radio Anch’io Sport’ su Radio Uno – Il prossimo anno sarà quello della resa dei conti, bisognerà presentare bilanci che hanno sostenibilità e conti economici che siano attivi. In 4 anni avremo una spending review corretta e un pareggio di bilancio. Così come stanno le cose, il calcio italiano non può resistere, dal punto di vista amministrativo, gestionale e finanziario. C’è un disavanzo di 1,8-1,9 miliardi di euro, bisogna coprire il banco, non subito ma con un piano quadriennale di ammortamento”. Rispetto all’Europa resta però una certa distanza dal punto di vista organizzativo. “L’organizzazione del calcio italiano sta avendo un grande momento di ristrutturazione, sono state prese decisioni importanti ma sarei arrogante se dicessi che arriveremo ad annullare questo gap entro un paio d’anni – aggiunge – Ma ci arriveremo con coerenza, impegno e provvedimenti che l’Europa ancora si aspetta”.
Sull’approdo di Mr. Bee al Milan, Tavecchio ha aggiunto: “L’arrivo di fondi dall’estero passano al vaglio dell’ufficio cambi. La Figc non ha l’obbligo di controllare sulla liceità delle transazioni”.
Il numero uno della Figc, nel corso dell’intervista, ha parlato anche della riforma dei campionati: “Per farla serve la maggioranza di 3/4 del Consiglio Federale. Abbiamo aperto il fronte delle trattative e sarà fondamentale trovare un accordo sul cosidetto ‘paracadute’ in caso di retrocessione. In ogni caso la riforma ha bisogno di almeno un biennio per essere realizzata. Il futuro deve essere concordato con le Leghe – spiega Tavecchio -. Abbiamo l’obiettivo di incontrarci già a settembre per portare a regime questa situazione. Abbiamo un alleato, che è l’economia, perché la riforma si farà da sola, se si rispettano le regole. Ad esempio in Lega Pro, bloccando i ripescaggi, già si scende a 54 squadre. Il futuro della Lega di A e di B è legato alla gestione amministrativa, che non può non essere considerata. Le entrate e le uscite dovranno essere chiare, non possiamo pensare che ci siano situazioni dove il passivo non venga integrato i ricavi”.
