Dal Congresso Fifa alla Nazionale, passando per il ricordo dell’Heysel, la questione Parma, la riforma dei campionati e soprattutto la ‘guerra fredda’ con la Juventus su calciopoli. Carlo Tavecchio, intervenuto ai microfoni di “Tutti Convocati” su Radio24, torna su quanto accaduto a Zurigo e sulla scelta della Figc di allinearsi alla Uefa. “Ho fatto una valutazione del momento politico – le parole del presidente della Federcalcio – Non posso giudicare se i fatti intercorsi prima delle elezioni sono legali o meno, quello che emergera’ sara’ oggetto di processi e qualcuno ne rispondera’. Il vero problema e’ un altro: non possiamo, in un momento di assoluta pulizia e di interventi per la chiarezza nei comportamenti, accettare che si vada a una situazione di mancato controllo come e’ stato e come lo sara'”.
“Abbiamo impostato un discorso assieme alla Uefa a prescindere dal presidente in carica della Fifa ed e’ stato dichiarato che l’indirizzo della Uefa era per un cambiamento, per un’alternativa. E se io guardo egoisticamente alla posizione italiana, abbiamo davanti un decennio di rapporti particolari con la Uefa per la Champions, l’Europa League, per i cambiamenti e anche la prospettiva di un candidato Uefa per la Fifa che penso possa essere Platini. La valutazione politica non poteva che andare li’ e non potevo che comportarmi conseguentemente”. Capitolo Conte: il ct e’ in scadenza nel 2016, come Tavecchio, ma e’ tentato dalla possibilita’ di andare oltre. “Abbiamo parlato a Roma del piu’ e del meno e mi ha detto: ‘presidente, sto volentieri altri due anni’. Ci siamo dati la mano, ho fatto carte false per averlo ma posso solo impegnarmi per il mio periodo di presidenza”.
“Ma Conte e’ affezionato alla Nazionale, e’ tifoso della Nazionale e il suo interesse primario sono i colori azzurri – assicura Tavecchio – Il processo di Cremona? Ma quante persone in Italia e nel mondo, involontariamente o volontariamente, hanno situazioni che devono chiarire con la giustizia? Ma non vedo cosa c’entri con la preparazione e il lavoro che si sta facendo, nessuno gli fa problemi”. In una settimana scandita dal ricordo dell’Heysel (“un monito a cambiare atteggiamento anche se non siamo ancora a buon punto”), il presidente federale conferma che “stiamo trattando per una partita a novembre con la Federazione belga, mi auguro che avvenga, per dare un ricordo ma anche un segnale alle giovani generazioni” e sulla possibilita’ di ritirare la maglia numero 39 della Nazionale si dice “d’accordo, quando la proposta sara’ formalizzata la portero’ in consiglio federale, e’ un gesto simbolico ma che da’ il senso di un ricordo di grande commozione”. Questione Parma. “Volevano e sono state date delle garanzie morali che la valutazione del debito sportivo sara’ fatta dalla Figc, dal sottoscritto, di concerto coi curatori, coi calciatori, con lo staff e l’allenatore quando avremo davanti il soggetto che vuole comprare il Parma e quando sara’ un momento chiaro in cui si dira’ questo e’ l’importo che ci vuole e lo tratteremo. In questo momento la Lega di Serie A ha mandato una lettera che pretendere, davanti all’eventuale acquisto, il reintegro della cifra anticipata ma questo sara’ un discorso che vedremo in sede di trattativa e di soluzione generale del problema”.
“Sara’ la Federazione a stabilire quale e’ il debito sportivo e terra’ conto delle necessita’ che questa area, questo territorio abbia la possibilita’ di avere una squadra in serie B. Saro’ ben lieto di favorirli sotto tutti gli aspetti”. Sulla riforma dei campionati qualche piccolo passo avanti e’ stato fatto. “Pare che ci sia un’intesa sulle due retrocessioni secche dalla A alla B e questo e’ un primo risultato, poi c’e’ il problema della Lega Pro, del fare o no i ripescaggi. Quest’anno non si possono bloccare ma si faranno con paletti notevoli. Per giocare in Lega Pro, chi vuole essere ripescato, se cosi’ delibereremo, deve pagare 600 mila euro cash e altri 600 mila di fidejussione e dovra’ avere uno stadio da almeno 7.500 posti. Sono paletti che vanno verso una modernizzazione, una regolarizzazione del sistema sportivo italiano”. Tavecchio, infine, conferma che sabato sara’ a Berlino a tifare Juve nella finale di Champions, un’occasione anche per rivedersi con Andrea Agnelli. “Con lui ho parlato il giorno della finale di Coppa Italia e abbiamo trovato un’inesta su parecchi problemi e prima dell’inizio del prossimo campionato risolveremo l’annosa questione della denuncia”.