Tavecchio parla da commissario: ancora un ‘no’ alla riforma del campionato

“Le riforme in Lega? Il commissario ha carattere di ordinarieta’ per la gestione, la riforma del campionato e’ un provvedimento straordinario. Ha poteri che devono essere ratificati dall’assemblea e quindi serve una maggioranza qualificata per cambiare il format. La cosa piu’ importante per un commissario e’ la riforma dello statuto, ed e’ questo l’obiettivo piu’ importante che ho in mente”. Lo ha detto il presidente della Figc e commissario della Lega di Serie A, Carlo Tavecchio, ai microfoni di “Radio Anch’io Sport” su RadioUno. Assicurato che sulle nomine dei subcommissari non c’e’ stata alcuna ingerenza del Coni (“Abbiamo applicato un principio fondamentale di indipendenza della federazione, li ho indicati io e illazioni e considerazioni li lascio fuori dalla polemica”), Tavecchio ammette di essere piu’ ‘posato’ nel suo nuovo incarico, “non di poco conto”. “Ho pregato fino all’ultimo che non avvenisse, c’erano le condizioni per fare un presidente ma fattori di natura economica ha portato i presidenti a dividersi ancora – aggiunge il numero uno della Federcalcio – Ho una maggioranza risicata? Dieci contro sette mi sembra una maggioranza gestibile in questo momento, e anche per il commissariamento c’e’ stata unanimita’. Ma non si discute in termine di maggioranza e minoranza, non siamo in politica, bensi’ di progetti”.

Per la presidenza di via Rosellini resta in piedi l’idea di un manager: “E’ una realta’, mi sto recando a Milano per capire le prime analisi fatte dagli avvocati della Lega, c’e’ la possibilita’ della nomina di un ad e di un direttore generale manager. E’ un’idea che puo’ trovare spazio. Mi auguro di fare presto, bene e in fretta, non e’ una carica che agognavo ma un impegno notevole. Se non risolvessi dopo sei mesi? La parte strutturale e statutaria penso non sia difficile – conclude Tavecchio – alla questione che invece riguarda i reparti, se non si trovano soluzioni ragionevoli, ci pensera’ il governo. Non possiamo pensarci noi”. (ITALPRESS).