“Non mi sento affatto chiamato in causa. Io ho fatto un’affermazione forse esagerata, vedi Opti Pobà, ma per sottolineare un problema che in effetti esiste. Mi sono scusato subito dopo. Non vedo perché dovrei sentirmi toccato dalle parole del presidente del Consiglio”. Lo afferma alla Stampa, Carlo Tavecchio, presidente della Federcalcio, che su Felice Belloli aggiunge: “Fino a quando è stato in Lombardia ha fatto bene. Poi ha respirato l’aria dei salotti di Roma..”. “Io – sottolinea Tavecchio – ho risanato i bilanci dei Dilettanti, ho portato il patrimonio da zero a 100 milioni di euro, chi dovevano votare se non Tavecchio?”. Su quanto emerso da alcune intercettazioni nell’ambito dell’inchiesta di Catanzaro sul Calcioscommesse a proposito di chi dice che “Lotito tiene in scacco Tavecchio”, il presidente della Federcalcio afferma: “Io non devo rispondere a questi signori. Gente indagata o arrestata, perché dovrei dar loro credito?”. Intervistato anche dal Quotidiano nazionale, Tavecchio spiega che “a livello di governo si dovrà riflettere in maniera approfondita sull’opportunità di mantenere le scommesse tra i Dilettanti”. “Anni fa – aggiunge – la scommessa era un reato, poi per raccogliere fondi si è deciso di trasformare un reato in norma di legge. Da quel momento sono scattati tutti i meccanismi tipici di una società che da 8 o 9 anni ha un sistema Paese in grave difficoltà. I mariuoli e i faccendieri hanno trovato modo di riciclarsi in un mondo dove il guadagno è facile. Ma è complicato allontanare la malavita dal nostro mondo che ha dieci milioni di utenze e un numero infinito di potenziali scommettitori”. “Farò riflettere” il governo, aggiunge Tavecchio, “sulla necessità di provvidenze di Stato per un movimento che paga 1 miliardo di euro di tasse ogni anno”.
Tavecchio a 360°: da Renzi ad Opti Pobà, passando per il caso Lotito
Il presidente della Figc Tavecchio non si sente affatto punto dalle dichiarazioni di Renzi