Tavecchio tuona: “trattato peggio dell’assassino di Kennedy”

“L’assassino di John Kennedy non ha subito quello che ha subito il sottoscritto”. Carlo Tavecchio si sfoga ai microfoni di RadioUno. Il presidente della Lega Nazionale Dilettanti, candidato alla guida della Figc, torna sulle polemiche che lo hanno travolto per l’infelice uscita sui “mangiabanane” della scorsa settimana. Tavecchio non ci sta a passare per razzista e ricorda come quest’anno festeggi “il 30esimo anniversario di presenza in Africa un mese all’anno, con costruzione di due ospedali e tre adozioni. Sono andato in Africa non a portare i pesci ma a insegnare a pescare, cosa che dovrebbe fare l’Europa e che invece non fa”. “Sono la persona che e’ riuscita a creare in Italia un sistema di accoglienza per tutti i calciatori che, pur clandestini, non hanno alcun problema per giocare – insiste Tavecchio – Ma i fatti in questo Paese non contano, contano le grandi lobby, le persone che in questo momento parlano, scrivono, pubblicano perche’ ci sono altri padroni. L’unica cosa che non si dice e’ che ci sono altri interessi, devastanti interessi di altra natura, lo sapete tutti, non facciamo gli ipocriti. Il sottoscritto – rivendica – non ha padroni ne’ cambiali da pagare e se in questo Paese non si cominciano a fare i fatti, a impostare un discorso di crescita, e’ finita, perche’ le chiacchiere se le porta via il vento”. Il fronte della serie A, pero’, si sta spaccando sul sostegno alla sua candidatura e domani c’e’ la delicata assemblea della Lega Pro.

“Non vado per non influenzare – annuncia Tavecchio – Ognuno decide secondo i propri interessi, io non chiedo niente, se decidono che la mia persona puo’ aiutare questo sistema bene, altrimenti non e’ un grande fastidio”. Ma, avverte, “in presenza di un non consenso di una Lega importante, si faranno altre considerazioni. Prima, pero’, aspettiamo i risultati”.