Novità importantissime che riguardano lo scandalo plusvalenze che ha coinvolto il calcio italiano negli ultimi mesi. Nel dettaglio la Guardia di Finanza ha divulgato i risultati dell’operazione ‘Fantacalcio’ che indaga sul fallimento dell’AC Cesena e sulla compravendita di calciatori con il Chievo, è stato eseguito un provvedimento della Procura romagnola che ha disposto il divieto all’esercizio dell’attività di impresa con sequestro di beni per 9 milioni di euro. E’ emerso dalle indagini l’illecita compravendita di calciatori minorenni ritenute fittizie, tra il Cesena ed il Chievo, in particolar modo un giovane atleta ceduto ai romagnoli per 1,8 milioni di euro che avrebbe deciso di smettere di giocare non essendo mai stato schierato in squadra, le plusvalenze in totale ammontano addirittura a 30 milioni di euro e costituivano, secondo la Gdf, “l’escamotage per mantenere in vita una società che avrebbe dovuto richiedere l’accesso a procedure fallimentari da diversi anni e che continuava a omettere con sistematicità il versamento delle imposte trasformando tale espediente straordinario nella normalità della gestione imprenditoriale”, il debito accumulato con l’erario ammontava a oltre 40 milioni di euro.
Tali operazione avrebbero portato ad alterare i bilanci delle due società che hanno potuto così riportare in positivo i risultati di esercizio pur essendo in perdita, inoltre hanno potuto formalmente rispettare le norme imposte dalla Federazione Italiana Gioco Calcio per ottenere l’iscrizione ai campionati di serie A e B nelle ultime 4 stagioni sportive. I reati sono quelli di bancarotta fraudolenta, falso in bilancio e reati tributari di emissione e utilizzo di fatture false. In totale gli indagati sono 29 e le somme che si intendono recuperare ammontano a 3,7 milioni nei confronti del Chievo e del suo attuale presidente e 5,3 nei riguardi dell’AC Cesena.