Ultimo test della Selecao prima del Mondiale: “siamo pronti!”

Tra una settimana c’è la Croazia, per la ‘prova generale’ non poteva quindi che essere scelta la Serbia. Luiz Felipe Scolari non è un tecnico che lascia qualcosa al caso, per lui anche i dettagli sono importanti, specialmente se si è obbligati a vincere i Mondiali che stanno per cominciare. Ecco allora che ‘Felipao’, in vista del match inaugurale del 12 a San Paolo, quello appunto contro i croati che intanto sudano al sole dello stato di Bahia, ha scelto un’avversaria molto simile, per stile e caratteristiche di gioco, a quella che troverà all’Itaquerao: la Serbia che giura di non farsi impressionare da cotanto avversario. Si gioca domani al Morumbì, lo stadio di San Paolo che in un primo momento era stato scelto anche per il torneo iridato, prima che manovre sotterranee e il volere dell’allora Presidente Lula indirizzassero la scelta verso un nuovo impianto da lasciare in eredità al Corinthians a torneo finito. La Selecao raggiungerà la metropoli paulista quando in Italia sarà notte, intanto Scolari parla per sottolineare che ha già le idee chiare. Il suo Brasile ha una formazione-base, la stessa che un anno fa vinse contro la finale della Confederations Cup contro la Spagna, l’unico dubbio riguarda il fantasista Oscar, al quale il tecnico ha concesso di abbandonare il ritiro per andare a Campinas e assistere alla nascita della prima figlia. Ritornerà ancora frastornato dall’evento che gli cambia la vita o avrà di nuovo voglia di pensare solo al calcio? Nel caso non fosse così, è pronto Willian, che spesso lo rimpiazza anche nel Chelsea. “Prima della partita con la Serbia – spiega Scolari – parlerò con Oscar per capire come si sente. Io credo che mi dirà di essere un uomo felice, e che sarà pronto per giocare. Analizzeremo insieme se sia il caso che vada in campo dall’inizio. La mia idea sarebbe di schierare anche domani, in questo match che è davvero una prova generale, la formazione che vorrei mandare in campo il 12, e Oscar ne fa parte. Ma se così non sarà, toccherà a Willian e le cose non cambieranno di molto. Lui è uno rapido, reagisce alle situazioni di gioco con una rapidità incredibile, dribbla bene e calcia con grande tecnica. Quindi non devo preoccuparmi”. Piuttosto qualche pensiero lo dovrebbe dare il Mondiale in arrivo, ma Scolari appartiene al partito di coloro che già vedono il Brasile in finale, quindi la cosa non lo impressiona più di tanto. Sollecitato dalla domanda di un giornalista di Buenos Aires, ammette che “quando ho studiato il calendario, mi sono immaginato di trovarmi in finale con l’Argentina, per una serie di fattori. E vorrei che fosse una grande sfida, all’insegna del bel calcio. Non voglio che l’Argentina esca presto, vorrei trovarla alla fine, ma l’importante è che nella sfida per il titolo ci sia il Brasile, il resto conta fino a un certo punto”. Per farcela è d’accordo con la ‘teoria zero’ di Thiago Silva: un Mondiale si vince prima di tutto prendendo il minor numero possibile di reti, e la Selecao ha l’obiettivo di mantenere la sua porta inviolata. “Per le mie idee di tecnico – spiega Scolari – seguo la filosofia che allestire per prima cosa una buona difesa ti dà molte più opportunità di vincere partite e campionati. E’ sempre stato così, fin dai tempi in cui giocavo”. Un ultimo avviso: “Neymar dribbla troppo? Io non gli dirò mai che non deve farlo, le sue caratteristiche sono queste, mica lo posso schierare difensore centrale”. Il numero 10′ è l’uomo che fa sognare duecento milioni di suoi connazionali, manca poco e poi si comincia davvero.