Ha le idee chiare Erick Thohir. Il futuro dell’Inter ha scadenze precise, progetti, obiettivi, con un traguardo finale: rivivere i fasti del passato. La strada da percorrere è stata tracciata, servirà aumentare gli incassi societari e tornare ad ottenere risultati sul campo. Iniziando dalla partita di domenica contro il Sassuolo. “Guarderò la gara dalla tv in diretta – ha raccontato Thohir in un lungo incontro con i tifosi indonesiani – Spero che riusciremo a centrare i tre punti, visto che all’esordio abbiamo ottenuto solo un punto in trasferta”. Ogni sfida deve essere giocata al meglio, sono queste le direttive. Anche perché Thohir vuole tornare nel calcio che conta. L’Europa è un must. La Champions un traguardo da raggiungere nel più breve tempo possibile: “Voglio che l’Inter torni tra le migliori dieci squadre del mondo. L’anno scorso siamo entrati in Europa League, quest’anno l’obiettivo è andare avanti il più possibile in questo torneo, e magari riuscire ad arrivare in Champions“. Le accurate operazioni di mercato hanno messo a disposizione di Mazzarri cinque innesti che hanno risolto i problemi di tutti i reparti. Quindi, per il magnate, è arrivato il momento di raccogliere i frutti: “Ora la rosa è equilibrata ed in grado di sostenere tutte e tre le competizioni. C’è il giusto mix tra giovani ed esperti. Stiamo lavorando sodo, già nelle prossime settimane la squadra può essere più solida. Lavoreremo sempre in questa direzione”. Nonostante la lontananza, Thohir è attentissimo alle vicende della sua squadra. Perché l’Inter è stata quasi un dono divino. Lo ha detto lui stesso, ripercorrendo gli attimi dell’acquisizione societaria nel novembre scorso: “Sono diventato socio di Moratti per volere di Dio. Si è realizzato un suggerimento arrivato dal cielo”.
E se la squadra farà bene in campo, le innovazioni commerciali – che lui stesso introdurrà – renderanno l’Fc Internazionale una potenza nel mondo del pallone. I primi passi sono già stati compiuti. L’accordo quadriennale stipulato lo scorso aprile con Infront, società di gestione dei diritti sportivi, ad esempio, ha assicurato ricavi per almeno 20 milioni di euro a stagione (un aumento del 50 per cento). Il marchio Inter deve essere presente e facilmente accessibile in tutto il mondo, dagli Stati Uniti all’Asia, e verrà quindi promosso anche al di fuori del continente con un occhio di riguardo all’Indonesia. Non solo però, perché come detto da Thohir: “un club non può sopravvivere con i soli diritti sportivi. La vendita dei biglietti è importante”. Per questo motivo lo stadio di proprietà è un progetto da non escludere. “Nei prossimi sei mesi sarà presa una decisione – ha confermato il presidente nerazzurro dall’Indonesia -. Abbiamo tre possibilità: la prima prevede che Inter e Milan costruiscano un proprio stadio, la seconda che i due club lavorino insieme per creare un nuovo impianto comune, la terza rinnovare San Siro. Ma serve il pieno appoggio del Comune di Milano, come accade negli Usa”.