Assume risvolti sempre più gravi la questione dei tifosi laziali arrestati a Varsavia nei giorni scorsi. Ma facciamo un po’ d’ordine. Ben 149 tifosi laziali giunti a Varsavia per assistere alla gara di Europa League contro il Legia, sono stato sottoposti a fermo dalla polizia locale. Si tratterebbe di soggetti coinvolti negli incidenti scoppiati a Varsavia nelle ore precedenti il match di Europa League. I sostenitori biancocelesti avrebbero lanciato bottiglie e pietre contro gli agenti Ulica Marszalkowska. Pian piano i tifosi sono stati processati per direttissima e poi rilasciati, ma solo una parte, altri dovranno attendere fin dopo Natale in carcere. Nel frattempo alcuni dei tifosi tornati in Italia hanno rilasciato delle inquietanti dichiarazioni.
Una testimonianza arriva da Andrea Ottavi, giovane tifoso biancoceleste già rientrato in Italia: “Verso lo stadio il nostro era un corteo pacifico, ma la Polizia era nervosa. La gente ha cominciato a correre, anche io, per la paura, mi volevo solo allontanare. I poliziotti hanno tirato fuori i manganelli spagnoli. Siamo stati tutti messi per terra, in ginocchio e ammanettati”.
Prima la caserma, poi il carcere: “In cella come si vede nei film, abbiamo dormito sul legno. Alle 6 ci hanno svegliato, ci hanno tolto il cuscino, due pezzi di pane per colazione. Con ketchup e lonza. Poi in tribunale, pur di uscire ho accettato di dire che ero colpevole di schiamazzi. E non ho neppure aspettato la sentenza”.
La situazione dunque è abbastanza grave, specialmente per i tifosi ancora detenuti. Dunque è intervenuto anche il ministro degli esteri Emma Bonino, sostenendo che per le alte sfere politiche la retata appare esagerata, sproporzionata.