In un paese come l’Italia, in cui il calcio è un vero e proprio culto, la “scelta” della squadra del cuore nasce sin da piccoli. Spesso ci si fa condizionare da partenti, amici, compagni, appassionandosi per le big che in quel momento vincono nel nostro campionato. Ad esempio la generazione dei bambini di fine anni ’80 e primi anni ’90 è nata con il mito del grande Milan di Sacchi e degli olandesi; quella più recente degli ultimi anni duemila s’è appassionata alla vincente Inter di Mancini e poi soprattutto Mourinho; la Juve tra grandi cicli e qualche stop è sempre rimasta al vertice e ha suscitato le simpatie dei più piccini. Ma a volte ciò non accade, e si resta fedeli alla squadra della propria città. Non importa la categoria, nè il fatto che molto probabilmente – miracoli a parte – non si potrà mai assistere allo spettacolo della Champions League, ciò che conta è l’attaccamento alla maglia. Luca Peschiera ha voluto raccontare attraverso Facebook il proprio “iter”, sino alla scelta di legarsi ai colori del suo Messina:
QUANDO ERO ANCORA PICCOLO, parlo dei tempi dell’asilo, 4 o 5 anni al massimo, ricordo come fosse ieri che arrivò il giorno in cui un cartellone con disegnata l’immagine di una papera con una maglia a strisce verticali bianco e nere venne appesa al muro. Da quel giorno l’argomento principale con gli altri bambini era il calcio e la domanda che ci si rivolgeva piu’ frequentemente era: “per chi tifi?” ..la risposta era sempre una di quelle tre..juventus, inter e milan. Cosi’ arrivò il giorno in cui lo domandarono a me.. “Luca tu per quale squadra tifi?”…la verità è che non mi ero mai posto quella domanda, quindi non sapevo che rispondere. Cosi’ una volta tornato a casa pensieroso come non mai, a tavola CHIESI A MIO PADRE: “Papà, ma noi per chi tifiamo? Juve inter o milan? Io CHI TIFERO’? “. Al che ricordo mio padre, con un’aria seria mollare giù il bicchiere che aveva in mano e fissandomi mi dice : “Noi tifiamo per il Messina, devi tifare per la TUA CITTA’ “, si in effetti mi spiazzò proprio, non me l’aspettavo, nella mia testa credevo esistessero solo quelle tre risposte. Ma d’altronde io feci una domanda a mio padre, lui mi rispose… quindi è cosi’ che era! il giorno dopo andai all’asilo, desideroso di rispondere a quel mio compagnetto dopo che il giorno prima non seppi rispondergli nulla. Appena entra in classe lo fermo, nemmeno ciao..gli dico subito: “io tifo per il Messina”… calò il silenzo (in quel periodo il Messina era in D e la famosa vicenda Peloro ed A.S. era in pieno svolgimento), come me fino al giorno prima, anche lui non sapeva dell’esistenza del Messina, cosi’ cominciò a prendermi in giro.. (un pò come succede anche ora con molti miei conoscenti che vivono delle vittorie di squadre che non appartengono loro in alcun modo). Quel bambino lo disse ad altri compagnetti ed insieme cominciarono a sfottermi e a prendermi in giro finchè, io, incazzato e ferito nell’orgoglio più profondo gli gridai: “si! io tifo per il Messina! la squadra della città! la squadra che tifa mio papà! ….la domenica dopo mio padre mi portò al “Celeste” … E FU COSI’ CHE ANDO’ !!