Tim Howard: una carriera fantastica, lottando contro la sindrome di Tourette

Gli Stati Uniti non sono sicuramente la nazione che ha offerto grandi fenomeni al mondo del calcio ma sicuramente ha e sta offrendo al panorama mondiale un personaggio molto strano e stravagante come il portiere Tim Howard. Si é presentato alla rassegna iridata brasiliana a 35 anni, offrendo grandissime prestazioni, diventando l’idolo e il simbolo di una nazione intera. Ha passato la sua carriera in patria fino a 24 anni per poi trasferirsi in Premier League vestendo le gloriose maglie del Manchester United e dell’Everton. Ai Red Evils pensavano di aver trovato il sostituto di Schmeichel ma facendo un clamoroso buco nell’acqua, alternando lo statunitense con un un goffo Roy Carroll. La svolta arriva passando all’Everton, grandi prestazioni condite anche con una gol dalla sua porta nella gara persa con il Bolton nel 2012. Personaggio strano non solo per la sue prestazioni ma anche perché affetto dalla sindrome di Tourette che lo rende soggetto a innumerevoli tic involontari che molte volte aumentano durante le partite a palla lontana provocati dal nervosismo che invece scompaiono durante gli attacchi avversari per la concentrazione. Durante Belgio Stati Uniti si é reso protagonista di un record per un Mondiale, infatti é stato autore di 16 parate che hanno consentito alla propria squadra di rimanere in partita per 120 minuti. Nonostante la sconfitta il buon Tim é diventato un idolo su internet e sui social network con caricature e immagini che hanno reso ancora più titanica ed eccezionale la sua avventura in Brasile. Complimenti da una parte all’altra del mondo, giusto merito per una carriera sopra le righe.

Di Antonino Sergi.