“Quando si entra allo stadio, la cosa più importante è la partita e qualunque iniziativa rischia di essere banalizzata. Ecco perché chiedo di non giudicare chi non aderirà” all’iniziativa contro la violenza sulle donne, organizzata con la Lega Serie A. Lo ha detto Damiano Tommasi, presidente dell’Aic-associazione italiana calciatori intervenendo alla conferenza stampa di presentazione della campagna #unrossoalla violenza, lanciata in collaborazione con la Lega Serie A e la onlus WeWorld. Pur sposando la causa, Tommasi ci tiene a sottolineare il perché di eventuali mancate adesioni: “Ognuno di noi – spiega – vive certi momenti in modo particolare”.
E “da presidente, anch’io sono sempre titubante ad aderire alle iniziative di solidarietà”. Il fatto è che per quanto sia “consapevole
che lo stop alla violenza è la cosa più importante, è che quando si va allo stadio, all’inizio o a fine partita, magari per il risultato, si rischiano disordini e atti di violenza” e dunque “da un lato si rischia di banalizzare il tema, dall’altro si rischia di inibire gli stessi testimonial”. Dunque “chiedo ancora una volta di non giudicare chi non aderisce perché, magari a modo suo, sta combattendo comunque contro la violenza”. Tommasi poi rimarca: “E’ facile dalla scrivania dire ‘si aderisce, si fanno iniziative’, dipingersi il volto o mettersi la maglietta, ma per chi fa la nostra professione, il campionato è la cosa più importante”.
Qui “si parla di temi molto più importanti di quello che è il calcio,
ma il rischio è che qualcuno banalizzi o giudichi a modo suo chi
aderisce parzialmente all’iniziativa, senza pensare al succo del
discorso, che è la violenza sulle donne”. Questo, conclude, “è un
ambiente che tende a etichettare e far creare una corazza a questi ragazzi, che sono nel pieno della loro crescita anche come uomini e si trovano ad affrontare pressioni di un certo tipo, che fanno si che la cosa più importante della domenica sia la partita. E qualsiasi altro tema viene messo in secondo piano”.
(Adnkronos)