Toni: le prime parole sulla morte del figlio, quel giorno che gli ha cambiato la vita

Il calciatore del Verona racconta i momenti drammatici, la forza della compagna è stata importante

Luca Toni, dopo anni di distanza racconta alla Gazzetta dello Sport il lutto con la morte del primo figlio, nato morto nel 2012: “parlo con Dio quan­do mi viene vo­glia, sono andato a Medjugorje quando mio fi­glio era morto da un mese. Quel gior­no ho sen­ti­to che la fede non mi ac­com­pa­gna da sem­pre per caso, e anche nei gior­ni belli, non solo nei mo­men­ti dif­fi­ci­li, quel­li in cui di so­li­to ci si av­vi­ci­na a Dio”. Poi racconta i momenti drammatici: “Ce lo dica, dottoressa: ce lo dica. Ci guardavano tutti senza avere il coraggio di parlare, e quegli occhi me li ricorderò finché campo. Proviamo a cambiare macchina, magari questa non funziona bene, invece era il cuore di Mattia che non aveva più funzionato”. La forza per reagire è comunque arrivata: “quello che Marta mi ha insegnato nei giorni successivi non ha prezzo, lì ho capito davvero quanto è forte la donna con cui sto, mi sistemo e ne facciamo subito un altro mi ha detto e tre mesi dopo era incinta di nuovo. E se io e lei non fossimo così uguali nel detestare il piangersi addosso, se ci fossimo buttati giù, forse Bianca e Leonardo non sarebbero mai arrivati: questo sì che possiamo insegnarlo». Adesso non gli resta che sposare Marta: “ma da allora è stata quasi sempre incinta…”. “Nel sonno con­ti­nuo a fare dei gran di­scor­si. Marta non ci fa più caso, anzi mi ri­spon­de, in­ve­ce l’altra notte Sala, il mio com­pa­gno di stan­za, si è stra­ni­to: so­gna­vo mia fi­glia che stava ca­den­do dal letto e mi ha tro­va­to che ero sopra di lui e cer­ca­vo di af­fer­rar­lo. Ma­ga­ri quel sogno aveva a che fare con la mia vera, sola paura: che un gior­no i figli mi pos­sa­no dire “Non sei stato un buon padre”. Ma forse è solo il modo mi­glio­re, in­con­scio, per sfor­zar­mi di es­ser­lo».