Torino, Jansson pensa in grande e lancia la sfida alla Juventus: parole da leader per lo svedese

A Jansson il coraggio non manca di certo: lo svedese ha candidato di fatto il Torino allo scudetto dichiarando: "vogliamo interrompere il dominio della Juve"

Uno dei giocatori che potrebbe ritagliarsi un ruolo importante nel Torino del presente e del futuro è Pontus Jansson. Lo svedese è già carico per la prossima stagione e dal ritiro della sua Nazionale ha voluto lanciare la sfida alla Juventus candidando di fatto i granata allo scudetto 2016/2017. Intervistato da da ‘svenskfotboll.se’, infatti racconta:

“La Juventus è la squadra top in Italia, ma è il Toro la squadra di Torino. Il seguito per i granata in città è incredibile. Il calcio è una religione in Italia e se ne parla ovunque. I bianconeri sono campioni d’Italia da cinque anni consecutivi. E’ dominante, ma spero che il Toro il prossimo anno spezzi il loro predominio”.

Secondo Jansson d’altronde la stra intrapresa dal Torino è quella giusta: “Abbiamo acquistato tanti giovani e ovviamente hanno avuto un rendimento un po’ irregolare. E la scorsa stagione avevamo giocato in Europa… Il club, comunque, ha mosso una quantità enorme di soldi, 30 milioni di euro. E quindi non si è comportato da piccolo club. Anzi. Speriamo di essere in grado di qualificarci per le coppe, la prossima stagione”. 

Foto LaPresse
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Lo svedese in questa stagione non è stato proprio fortunatissimo: “Ho giocato le ultime tre partite del Torino contro l’Udinese, Napoli ed Empoli. Ci sono molti che guardano solo ai numeri e non hanno occhi per quanto è successo nel profondo. Ho abito un’operazione al tendine del ginocchio, un problema che mi trascinavo da anni. Non sono mancate le complicazioni e le battute d’arresto. Ci sono voluti sei mesi per uscirne fuori mentre l’idea iniziale era che bastassero cinque o sei settimane”. 

Il goal contro l’Udinese è stato accolto quasi come una liberazione:  “Segnare è un obiettivo, è stato importante per me e per la squadra. Un punto di partenza per il futuro. E la convocazione per l’Europeo è stato come un bonus finale. Sapevo che stavo andando nella direzione giusta, e non solo in Serie A”.  

Prima del prossimo campionato, però, c’è da pensare all’Europeo: “Sarà una sfida emozionante. L’ho sognato da quando ero piccolo. Adesso diventa un lavoro… Ricordo una lunga esperienza con la Under 17. E sono abituato, comunque. La vita del calciatore in Italia costringe a soggiornare in hotel. Ci riuniamo sempre al mattino il giorno prima della partita e viviamo nell’albergo, è tutto ben programmato”.