Torino, lettera dei tifosi a Cairo: “fa come Penelope…”

Diversi Toro Club di tutta Italia, hanno un’idea comune, espressa con una lettera pubblicata oggi da Tuttosport. In molti tifosi granata infatti, sono critici nei confronti del presidente Cairo, reo di pensar troppo ai propri affari e poco al Toro. Ecco il contenuto della lettera al presidente.

“Ad alta voce vogliamo esprimere la nostra delusione, quasi un grido di dolore, per come la società granata ha recentemente, e per l’ennesima volta, tarpato le ali al nostro Toro. Da anni siamo abituati a ricorrenti momenti di illusione per l’atteso salto di qualità e ogni volta, immancabilmente, abbiamo avuto solo pugni in faccia! Ogni anno vengono invariabilmente venduti i migliori, con plusvalenze stratosferiche, senza che siano adeguatamente rimpiazzati. Se Pianelli avesse ceduto un anno Pulici, un anno Graziani, un anno Claudio Sala, un anno Pecci, altro che lo scudetto! D’improvviso, però, quest’anno (e sembrava un sogno) la grande novità. C’era tutto per un vero e definitivo salto di qualità: ingaggio di un allenatore ambizioso, grintoso e tremendista, stipendi molto più alti, gioco spumeggiante, obiettivo dichiarato di Europa League e addirittura il sogno della Champions. Bisognava solo completare una squadra che, a fronte di una capacità offensiva ottimale, aveva una fase difensiva molto scadente per via di gravissimi difetti strutturali. Come Penelope, il Toro nel difendersi disfaceva miseramente quanto di ottimo aveva ottenuto attaccando. E l’allenatore da agosto chiedeva, implorava come un mantra l’acquisto di quei giocatori indispensabilissimi per riparare a quelle voragini, e creare un Toro competitivo nelle due fasi. E da agosto anche noi aspettavamo con ansia. Così, non c’era nessunissima ragione al mondo per cui Cairo non facesse decollare il Toro, con le tasche piene di soldoni e tra dichiarazioni sulla costruzione di una squadra di vertice. Poi però, sul più bello, come in un incubo, per qualche ragione più o meno inconfessabile, Cairo si è bloccato, lasciandoci impietriti, in mezzo a tanta delusione. La fiducia in lui è di nuovo finita sotto i tacchi. E’ stata una grande mancanza di rispetto verso i tifosi e l’allenatore, che ci aveva messo la faccia ed è stato umiliato, quasi creando un clima di rottura. Perché tutto questo? Eraldo Pecci, recentemente, ha detto che l’ottimo imprenditore Cairo poteva diventare un grande presidente, e ha concluso che, per diventarlo, doveva solo innamorarsi del Toro! Ebbene, noi vogliamo un presidente meno interessato solo agli affari e più interessato a costruire una forte squadra. Con il Cairo attuale di certo non rischiamo la B e men che meno il fallimento. Ma a noi questa linea di galleggiamento non basta. Vogliamo assolutamente un Cairo nuovo, che compia, una volta per tutte, l’auspicato, e sempre rimandato, salto di qualità. Questo imperativo categorico lo esige la leggendaria storia del Toro e lo esige il grande popolo granata”.

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