Torino, Mihajlovic striglia i suoi e fa il punto sull’infermeria e sul mercato

Sinisa Mihajlovic è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della sfida con il Milan: il tecnico granata ha fatto il punto sugli infortunati

Intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della sfida con il Milan, Sinisa Mihajlovic ha strigliato i suoi giocatori caricando l’ambiente a credere fino in fondo all’Europa. Ecco le dichiarazioni del serbo riportate da ‘ToroNews’:

“Noi non siamo morti, è sicuro e lo dimostreremo domani. Spero che la partita di coppa abbia fatto capire ai ragazzi che il Milan si può battere, cosa bisogna fare e non bisogna fare. Abbiamo perso due partite con loro – contando anche quella alla prima di campinato – che potevamo pareggiare se non vincere. Fisicamente stiamo bene, ma siamo in una fase particolare e abbiamo bisogno di qualche risultato per il morale, per stupire e rilanciarci in campionato. Spero che i ragazzi abbiano voglia di rivincita”.

Mihajlovic (LaPresse/Fabio Ferrari)
Mihajlovic (LaPresse/Fabio Ferrari)

“Abbiamo preparato la partita per vincerla, come sempre. Il Milan è una squadra più attrezzata di noi, come tutte quelle che ci stanno davanti, Atalanta a parte. In campo andiamo in 11, sperando di rimanere in 11, possiamo cambiare solo 3 giocatori per cui sono sicuro che chi andrà in campo farà del suo meglio”.

Mihajlovic spiega che il Toro può giocarsela con tutti e che occorre più personalità: Fino ad oggi il Torino ha dimostrato, tranne che con il Napoli, di potersela giocare contro tutte le grandi. Abbiamo la nostra fisionomia di gioco e la nostra personalità, dobbiamo giocare come sappiamo, senza troppi pensieri per la testa. Il girone d’andata è stato abbastanza buono, ma dobbiamo crescere molto in convinzione e capacità di chiudere le partite. Lotteremo fino in fondo per l’Europa, ma abbiamo bisogno di vincere qualche scontro diretto e smetterla di buttare all’aria dei punti alla nostra portata. Fino ad adesso abbiamo alzato l’asticella a parole, ora dobbiamo farlo coi fatti. L’avversario domani ci metterà in difficoltà, noi però non dobbiamo pensare solo a difendere, ma a giocare come sappiamo e pensare sempre positivo, non essere condizionati dal risultato, positivo o negativo che sia”.

“La personalità non si può allenare, gli attributi ce li hai o non ce li hai, non si comprano al supermercato. Bisogna portare a casa i risultati che ti meriti per quello che hai messo sul campo. Dobbiamo gestire meglio certe situazioni durante i 90 minuti. Ci sta che una squadra come il Milan ti metta sotto pressione, a quel punto dobbiamo rimanere lucidi, concentrati e rispettare i compiti di ognuno senza ansia o paura. Bisogna tenere palla, prendere qualche fallo e far passare le sfuriate di quei 10-15 minuti. Abbiamo anche noi giocatori di esperienza, per cui dobbiamo migliorare nella convinzione dei nostri mezzi”.

Castan (LaPresse/ Fabio Ferrari)
Castan (LaPresse/ Fabio Ferrari)

Il tecnico serbo fa poi il punto sull’infermeria: “Castan ha una elongazione e dovrà stare fuori 15-20 giorni. Iago ha ripreso ad allenarsi, vediamo oggi nella rifinitura se potrà essere utilizzato o no. Non ci spaventa giocare 3 partite in 7 giorni, abbiamo fatto vedere anche ai ragazzi i dati della partita contro il Milan e fisicamente siamo stati superiori a loro, per cui non abbiamo problemi da questo punto di vista. Cercherò di cambiare il meno possibile. Iturbe non gioca da tanto tempo, ha 55 minuti nelle gambe, se recuperiamo anche Iago siamo a posto”.

Infine Mihajlovic ha parlato di mercato: “La società sa cosa serve a questa squadra, ma noi dobbiamo essere bravi a rimanere attaccati al carro e poi vedremo”.

“Iturbe fino a quando è stato in campo ha fatto quello che mi aspettavo da lui. Fino a due anni fa era un uomo mercato, ora deve ritrovare la voglia di giocare e di sentirsi importante e non essere messo sotto processo ogni partita. Io lo aiuterò ma poi sta a lui. È un giocatore con caratteristiche diverse dagli altri miei attaccanti, ha corsa, gamba e tecnica, si è visto nell’azione del gol a Milano. Deve giocare con la testa e sacrificarsi anche in fase difensiva, ma quando ha la palla può fare la differenza. Deve sfruttare i momenti per essere decisivo”.
Ajeti (Foto LaPresse/Fabio Ferrari)
Ajeti (Foto LaPresse/Fabio Ferrari)

“Carlao è un difensore mancino, bravo tecnicamente, abbastanza veloce. Dobbiamo fargli capire il calcio italiano e cosa voglio dai miei centrali. Ci vorrà un po’ di tempo, ma è un giocatore che può fare bene in questa squadra. Rossettini e Moretti hanno fatto bene per cui non avevo la necessità di buttarlo dentro subito. Lui continuerà a lavorare e vedremo quanto in fretta imparerà. Dipende da lui e da chi gioca se continua a fare bene”.

“Ajeti e Padelli non hanno giocato in coppa perché volevo far giocare la squadra migliore. Ajeti è stato infortunato per un periodo e poi l’ho già detto in passato: le occasioni le hanno avute tutti, qualcuno l’ha sfruttata al meglio, altri no. Contro il Milan mi servivano i migliori. Ma non è necessariamente una bocciatura per loro due”.