Torino e Milan avversarie per la Champions. Granata e rossoneri si affrontano domenica sera per uno dei grande match della 34^ giornata. Tra gli ex più famosi delle due squadre c’è un calciatore per cui il trasferimento nel ’92 fece molto scalpore: Gigi Lentini. Ecco le sue parole a La Presse.
LA PARTITA – “Il Toro di oggi è una società seria, solida. Penso che punterà a trattenere i giocatori migliori e magari farà qualche acquisto mirato. Per quanto riguarda il Milan non saprei trovare i motivi della crisi recente. Dopo il derby, la squadra ha avuto un crollo inspiegabile. Forse la difficoltà è legata a un fattore fisico, non vedo altre possibili ragioni. Chi farà la differenza domenica? Se devo dirne uno, Belotti. Il Toro è una squadra che non segna molto ma incassa anche pochi gol. Per fare punti, potrebbe bastare anche una sola rete e quindi il Gallo più di altri può vestire i panni dell’uomo decisivo. Tra i rossoneri a me piace moltissimo Suso, anche se in questo periodo non sta giocando molto bene”.
ALLENATORI A CONFRONTO – “Mazzarri e Gattuso sono entrambi allenatori molto validi. Sicuramente Mazzarri ha molti più anni di carriera alle spalle rispetto a Rino. Ma, alla fine, in campo ci vanno i giocatori. Chi la spunterà nella volata Champions? Difficile dirlo. Mai come quest’anno tutto è possibile. Sicuramente in questo momento contano sia la condizione fisica che quella mentale, una non può escludere l’altra”.
ITALIANE IN EUROPA – “Mi aspettavo di più. Ma giocare in Europa è difficile, le avversarie sono molto forti e ogni partita, anche contro squadre sulla carta meno quotate, può riservare delle difficoltà. Vincere in Europa è sempre un’impresa. Però il calcio italiano è in ripresa e sono sicuro che presto torneremo a toglierci delle soddisfazioni”.
BELOTTI – “Questo Toro, a differenza di quello dove giocavo io, è una società sana. Con Borsano arrivò il tracollo: dopo Amsterdam aveva bisogno di soldi e fu costretto a cedere il sottoscritto e altri giocatori. Nel Toro di oggi invece un giocatore può crescere, c’è una squadra che può ambire a fare bene e arrivare in Europa. Poi bisogna vedere cosa vuole fare Belotti. Io, al posto suo, resterei. Però ognuno fa le scelte che ritiene migliori per il suo futuro”.
TRASFERIMENTO TORINO-MILAN DEL ’92 – “Al casello di Milano chiesi di fermare l’auto. Dissi ai miei procuratori, D’Amico e Pasqualin, che non volevo più andare al Milan. Poi mi convinsero”.
MONDONICO – “Il mister era un uomo vero, divertente, professionale nel suo lavoro. Una bellissima persona, non so oggi se ci sono altri personaggi così. E’ stato ed è un’icona del Calcio. A me personalmente manca tantissimo”.