Durante un’intervista per Sky Sport, il direttore sportivo del Torino Gianluca Petrachi ha toccato vari argomenti riguardanti il mercato in entrata ed in uscita della società di Cairo.
Inizialmente ha voluto parlare del grande acquisto messo a segno con l’arrivo a Torino di Joe Hart:
“E’ stata una cosa colta nell’immediato, avevamo deciso di prendere Viviano, ma poi la Samp non ha più voluto vendere il giocatore. L’agente Vigorelli ha detto che sperava di risolvere in qualche modo e ha detto che era in contatto con l’agente di Hart. Così ho pensato che se il City avesse contribuito a pagare una parte dell’ingaggio sarebbe stata un’ottima opportunità, chiarendo però che non avrei voluto fare la figura del ‘pirla’ facendo pubblicità al ragazzo per poi farlo prendere a qualcun altro. Abbiamo valutato se avesse voglia di venire e siamo rimasti tutti molto contenti, Mihajlovic lo ha accolto a braccia aperte e qui ha ritrovato anche Attilio Lombardo, che aveva avuto ai tempi del Manchester City. Siamo soddisfatti, è stata una cosa veloce ma anche molto silenziosa, ho tentato di nascondere tutto il più possibile.”
Invece per ciò che ha riguardato la ‘telenovela’ fra Napoli e Torino per il trasferimento di Nikola Maksimovic ha detto:
“Parlando con l’allenatore aveva detto che sarebbe rimasto con un adeguamento economico, così ci siamo messi a sedere e abbiamo trattato parlando di cifre importantissime, trattandolo come un top player. Poi lui, forse consigliato da qualcuno, è scomparso dall’oggi al domani lasciando molto imbarazzo. Ha cambiato le carte in tavola, aveva detto che sarebbe rimasto. Ci ha messo in seria difficoltà, ma non porto rancore. Sapevamo che per il Napoli Maksimovic era la prima scelta, sapevamo di averli in pugno da un certo punto di vista, il fatto che diversi centrali non si sono spostati ha fatto in modo che si sia alzato il prezzo anche grazie a offerte di alcune squadre inglesi. In più, oltre ad essere stata un’ottima cessione, siamo riusciti ad arrivare ad un obiettivo che cercavamo da tempo che è Valdifiori. Bruno Henrique lo avevamo seguito, ma il mister voleva un giocatore che capisse la lingua e non avesse bisogno di adattamento”.