Torino, primi segni di cedimento: attacco sterile e troppa stanchezza

Sapevamo tutti benissimo che la partenza di Ciro Immobile e Alessio Cerci avrebbe sicuramente indebolito il Torino di Ventura, teoria e convinzione che il rendimento granata sta chiaramente confermando: Amauri e compagni hanno segnato appena 7 reti in 11 partite di campionato, peggio solo dell’Atalanta, che ne ha realizzate 4, e sono a secco ormai da 3 partite, tra Campionato ed Europa League.
Una sterilità offensiva figlia del mercato, col solo Fabio Quagliarella chiamato a farsi carico di tutto il peso offensivo granata, della poca precisione (due rigori sbagliati in campionato da Larrondo ed El Kaddouri) e di un calo fisico figlio di una preparazione cominciata troppo presto in vista dei preliminari di Europa League.

Anche la tanta desiderata Europa sta cominciando a deteriorare le forze del Toro: una squadra non abituata a gestire il doppio impegno e con una rosa molto corta a lungo andare paga le troppe partite giocate.
Mister Ventura ha deciso di giocarsi le sue carte nella massima competizione europea, e questo gli sta costando qualche punto di troppo in campionato, anche in gare apparentemente abbordabili (difficile recriminare qualcosa per la partita di ieri).
Il mercato non ha aiutato, costringendo il tecnico a rivedere molte cose e a sostituire dei giocatori che nella scorsa stagione furono fondamentali, quindi anche a questo è dovuto il calo granata (fisiologico, vista la contingenza).
I sostituti, Quagliarella a parte, non stanno dando l’apporto sperato, basti guardare i numeri di Amauri, ancora a secco in campionato e spesso relegato in panchina.

Le speranze granate però devono avere fondamenta più solide, impossibile sperare che sia sempre l’ex juventino a togliere le castagne dal fuoco: in vista di una forma migliore servono nuove idee e qualche gol dei vari Amauri, Larrondo, Barreto, elementi e gol necessari per mettersi alle spalle questo periodo buio… in attesa di una mano dal mercato di Gennaio.