Rudi Garcia, incontrando i giornalisti in occasione della conferenza stampa indetta alla vigilia di Torino-Roma, è stato netto: “Juve e Napoli ancora favorite per lo scudetto? Io guardo i numeri: otto vittorie, un pari e una sconfitta sono cifre da capolista”. Il tecnico giallorosso ha illustrato le caratteristiche degli uomini di Ventura che la capolista affronterà domenica sera nel posticipo delle 20:45: “I granata sono un’ottima squadra e non meritano la classifica che hanno. Dovremo stare molto attenti perchè prendono tanti gol, ma ne fanno anche molti”. Non sarà della partita Castan, squalificato: “Almeno riposerà. Abbiamo Burdisso che è pronto per sostituirlo: è un giocatore di alto livello e un grande professionista”. Le condizioni fisiche dei suoi ragazzi non lo allarmano: “Recuperiamo meglio quando vinciamo. La testa è importante e il gruppo sta bene. Dove non arrivano le gambe, arriva la testa. Giocare dopo le altre squadre psicologicamente non è nè un vantaggio, nè uno svantaggio. Se continuiamo a vincere, non ci interessa il risultato di Napoli, Juve o gli altri club. La Roma è un club ambizioso e vuole continuare questa fantastica serie di vittorie. Ljajic? Ha segnato tre gol giocando pochi minuti. Lui ha avuto problemi fisici all’inizio, ma ora sta bene. Ha talento e può essere decisivo in questa fase”. Le uniche preoccupazioni sono legate alle defezioni nel reparto offensivo: “Purtroppo abbiamo pochi ricambi, visto che tre giocatori sono fuori per infortunio (Destro, Gervinho e Totti nda). Borriello e Ljajic giocheranno la terza partita di fila per novanta minuti in pochissimi giorni. Non è facile per loro. Caprari e Ricci dovranno farsi trovare pronti, potrebbe esserci bisogno del loro contributo. La Roma come trampolino di lancio della mia carriera? Io sono uno che lavora in un club come se ci dovesse restare per sempre. Io sono qui e sto bene. Vedremo come andrà la stagione ma io sono felice. Come sta Gervinho? Sta facendo una risonanza, parlerò con il dottore”. La conclusione è dedicata allo slittamento della trasferta in Indonesia, originariamente programmata per metà novembre, in concomitanza della pausa del campionato per le Nazionali e poi spostata al 2014: “Sarebbe stata un’esperienza interessante per tutti ma andarci con Totti infortunato non aveva senso. Meglio riproporla fra dodici mesi”.