Fernando Torres sembra aver ritrovato la vena realizzativa persa in Itala: dopo i due gol segnati al Real Madrid, ha offerto il bis nella semifinale di ritorno col Barcellona, gara persa comunque dall’Atletico Madrid al Vicènte Calderòn.
3 gol in sfide molto complicate che hanno contribuito a mettere in mostra un Torres diverso rispetto al passato, diverso rispetto al breve periodo passato al Milan: cosa è cambiato?
Inutile dire che nel Milan di quest’anno moltissimi attaccanti farebbero fatica a segnare, a causa della lentezza di manovra e dei pochissimi rifornimenti che nell’arco dei 90 minuti arrivano alle punte, ma è pur vero che lo stesso Torres non aiutava di certo i suoi compagni: troppo poco cattivo, quasi spaventato e per nulla calato nella nuova squadra.
Con il suo acquisto nessuno sperava di ritrovare il Torres di Liverpool, per quanto lo scarso livello dell’attuale calcio italiano l’avrebbe potuto agevolare, ma di certo non la cariatide che ha pascolato a San Siro per questi 4 mesi.
Nell’Atletico Madrid invece, nel suo campionato, nella sua città e con i suoi tifosi sembra essere tornato un giocatore di ottimo livello, capace di lasciare il segno contro le corazzate centimilionarie.
Vedremo cosa combinerà da qui a fine anno, ma le premesse sembrano decisamente buone e lasciano un sospetto: il sospetto che Torres al Milan avrebbe meritato qualche chanche in più.
Inzaghi, che non lo ha mai chiesto e che ormai aveva intavolato la questione falso nueve, lo ha serenamente rispedito a casa per avere il tanto desiderato Alessio Cerci, ma ecco che i rossoneri si ritrovano con una sovrabbondanza di esterni/trequartisti/seconde punte/gente che non la passa mai e con un Destro in arrivo per compensare la mancanza di un uomo d’area di rigore.
Per el Nino questo non rappresenta comunque più un problema e aspetta con ansia anche l’inizio della Champions League per lasciare ancora il segno e mandare un nuovo messaggio a chi lo ha scaricato troppo in fretta.