Si sta discutendo tantissimo delle forti dichiarazioni che ha rilasciato il capitano della Roma, Francesco Totti, dopo il big match pieno di polemiche che ha visto perdere la sua squadra contro la Juventus, nello scontro diretto di domenica.
Eppure, 42 anni fa, nel 1972, un altro grande simbolo del calcio italiano, il Pallone d’Oro e capitano del Milan Gianni Rivera, disse più o meno le stesse cose che ha pronunciato Totti. Si trattava di Cagliari-Milan, e fu la partita decisiva per lanciare la Juventus verso il titolo tricolore. Infatti, a tre minuti dalla fine, sul risultato di 1-1, l’arbitro Michelotti assegnò al Cagliari un rigore inesistente che Gigi Riva trasformò.
Queste le parole di Rivera, ancora più forti forse di quelle di Totti:
“Fino a quando a capo degli arbitri ci sarà il signor Campanati, per noi del Milan le cose andranno sempre in questo modo: saremo presi in giro, scudetti non ne vinceremo. Quello che abbiamo subìto è una vera vergogna. Dispiace soprattutto per gli sportivi che pensano che il calcio sia una cosa seria.
La logica è che dovevamo perdere il campionato. Mi hanno rotto le palle, sono disposto ad andare alla magistratura ordinaria e anche alla Corte Costituzionale.
Sono cose che tutti sanno, è dunque ora che si dicano. Sta scritto da qualche parte che il Milan non debba raggiungere la Juventus. E’ il terzo scudetto che ci fregano, così non si può andare avanti. Se lo avessimo saputo non avremmo nemmeno partecipato al campionato. I casi sono due: o io mi sono inventato tutto e allora mi squalificano a vita, oppure riconoscono di avere sbagliato e bisogna cambiare, sostituire chi non è all’altezza”
Rivera venne ascoltato e poi sospeso fino al 30 giugno.
Questo il titolo del Corriere dello Sport di quel giorno:
