“Il Parma, se messo nelle condizioni di giocare, giochera’. Ieri avremmo giocato ma solo a porte aperte perche’ il calcio si gioca a porte aperte. Abbiamo piu’ volte dimostrato la nostra dignita’ e ci sembrava giusto giocare davanti ai nostri tifosi”. Alessandro Lucarelli, capitano della formazione crociata, spiega ai microfoni di “Radio Anch’io Sport” perche’ il Parma non ha voluto affrontare ieri l’Udinese a porte chiuse e assicura la volonta’ dei giocatori di portare a termine il campionato. “Ma vogliamo sentirci tutelati e che sia il tutelato anche il Parma, che ci sia interesse verso il Parma e non solo verso la regolarita’ del campionato”, avverte. E in vista della gara col Genoa, assicura: “ci organizziamo anche con 4-5 macchine e ci presentiamo a Genova a giocare”.
“Il fatto di non giocare mi ha fatto stare male, soprattutto le motivazioni, e’ stata una domenica con l’amaro in bocca”, racconta Lucarelli, i cui sospetti sul fatto che la situazione a Parma stesse per crollare risalgono a “novembre, quando non sono stati pagati gli stipendi e presi i punti di penalizzazione. La societa’ fino ad allora aveva sempre pagato quello che dovevamo avere, poi sono cominciati tutti i problemi che ci hanno portato alla situazione di oggi. Le responsabilita’? Sono di chi gestiva la societa’ e chi ha permesso che si arrivasse a questo punto. Come e’ stato possibile non vedere che i conti non andavano bene? L’esclusione dall’Europa League poteva essere un segnale, chi di competenza non ha fatto bene il suo lavoro”. Il difensore rivela che “si sapeva nel mondo del calcio che qualcosa non andava, le voci giravano, nessuno e’ stato colto di sorpresa ma non ci aspettavamo di arrivare a tanto, che ci fosse un buco sotto cosi’ grosso. C’era da scavare piu’ dentro i bilanci. Da quello che ho capito l’unico organo competente che poteva fare questo era la Covisoc e forse qualcosa sfuggito di mano. Anche aver preso oltre 200 giocatori l’anno scorso era un segnale, con piu’ attenzione questa situazione si poteva evitare. Ormai e’ troppo tardi”. A Lucarelli questa situazione appare quasi irreale. “Sembra di essere in un film, in questi sette mesi ne abbiamo viste di tutti i colori, con 4 presidenti in due mesi. Ora l’unica soluzione possibile sembra il fallimento. C’e’ da mangiarsi le mani per quello che e’ successo”.
Arrabbiato con Manenti (“da quando e’ arrivato ha sempre promesso di investire una cifra importante nel Parma ma puntualmente questi soldi non sono mai arrivati. Anche lui sta perdendo quella credibilita’ che la squadra gli aveva concesso”), Lucarelli pero’ non intende abbandonare la barca. “Se c’e’ bisogno di un’immagine, di un riferimento, di ripartire, sono a disposizione, anche a ripartire dalla serie D. Sono 7 anni che sono qui, da due da capitano, la sento anche mia questa maglia. Ho a cuore le sorti di questa squadra e qualsiasi sia il futuro e la categoria, do la mia piena disponibilita'”.