La Juve di Allegri ha gli stessi punti di quella di Conte dello scorso anno, eppure il tecnico toscano sta subendo una marea di critiche che il pugliese non aveva mai incassato.
L’ex allenatore del Milan, oltre che del giudizio prevenuto e spietato dei tifosi bianconeri, deve fare i conti anche con alcuni pezzi grossi della storia della Juventus.
Recenti sono infatti le parole espresse contro di lui da parte di Marco Tardelli e Marcello Lippi, ma non solo dall’ambiente juventino sono provenute ramanzine verso Allegri.
Sono ormai celebri le “lezioni” che, anche un po’ superbamente, Arrigo Sacchi ha pubblicato su La Gazzetta dello Sport, riferite proprio al mister della Signora, dopo che i due avevano litigato in diretta tv.
Le pressioni che sta subendo Allegri sono sicuramente superiori rispetto alle aspettative.
L’ultima voce a schierarsi in opposizione alle scelte del condottiero bianconero è stata quella di Delio Rossi su Radio 24: “la Juve ora è meno arrembante, ma è il calcio di Allegri: se volevano altro, non lo sceglievano. Se hai Pirlo, lo aspetti e lo fai giocare, non puoi non schierarlo”.
A parte Lippi, che ha è parte di un pezzo di storia della Juventus, saremmo stati curiosi di vedere al posto di Allegri tutti questi personaggi che tanto facilmente parlano da fuori.
Ma se una squadra subisce gol al 94′, lasciando completamente solo un calciatore al centro dell’area piccola, dopo aver fallito occasioni su occasioni e dominato una partita, si può sapere che colpa ne ha l’allenatore? Le critiche possono anche essere accettate, ma così sembra davvero troppo per chi comanda una formazione che è in testa al campionato di serie A ed ha un punto in più rispetto allo scorso anno nel proprio girone di Champions League.