Uefa, Uva parla delle spese folli del mercato: “serve il fair play finanziario 2.0”

“Le cariche di direttore generale della Figc e di vice-presidente dell’Uefa sono compatibili. La mia vita si svolge in federazione e quando sono qui si deve pensare al calcio giocato: siamo in un periodo di crescita generazionale, bisogna avere pazienza per il percorso della Nazionale maggiore. In campo internazionale e’ un sistema piu’ politico”. Cosi’, a Skysport24, Michele Uva, dg della Figc eletto ieri alla vice-presidenza Uefa. “Le mie priorita’ sono quelle del programma del presidente Ceferin, che abbiamo costruito insieme, anche con il presidente Tavecchio – spiega Uva – Dopo le elezioni sono emersi altri argomenti, come quelli del financial fair play e dei procuratori, che l’Uefa, in collaborazione, deve affrontare e soprattutto risolvere”. Il cosiddetto fair-play finanziario, cosi’ come pensato, e’ gia’ superato, come dimostrato dall’ultima finestra estiva di mercato: “E’ cambiato il mercato, e le norme devono spesso anticipare quello che succede nel mercato. Va rivisto, studiando e capendo quanto e’ successo, ci vuole un fair play 2.0. Sicuramente gli uffici della Uefa stanno studiando una combinazione di piu’ fattori”. Da dirigente federale, Uva si allinea col presidente Tavecchio: vietato pensare ad un’Italia che non si qualifichi per i Mondiali in Russia. “Non e’ una eventualita’ che abbiamo analizzato, bisogna pensare positivo e crediamo in questo gruppo. Pensare alle conseguenze di un risultato negativo non e’ nella mia natura, bisogna pensare ad un eventuale play-off”.

Il campionato, appena partito, sembra gia’ evidenziare un solco tra le grandi e le altre: “Nelle prime giornate le neo-promosse subiscono lo scotto per il cambio di serie, pero’ l’anno scorso il Crotone, che si dava per spacciato, poi si e’ salvato. Certo, i risultati cosi’ rotondi non sono uno spot per la competitivita’ del sistema: bisogna aspettare un po’ ma un momento di riforma dovra’ avvenire, non siamo con le mani in mano. Serve ridisegnare i campionati professionistici e la prima serie dei dilettanti”. (ITALPRESS).