Un “portiere elettronico” permetterà ai disabili di giocare a calcio: ecco come…

Un portiere elettronico permetterà anche ai disabili di giocare a calcio ed emulare le gesta di Buffon. Tutto ciò grazie a El.Go., l’Electronic Goalkeeper sviluppato dal dipartimento di Ingegneria dell’informazione dell’Università di Pisa. Il dispositivo, già sperimentato in alcune classi del liceo scientifico ‘Salutati’ di Montecatini Terme (Pistoia), sarà presentato sabato a Corsagna (Lucca), durante il convegno ‘Il valore dello sport nella disabilità’, organizzato con la collaborazione della Fondazione Banca del Monte di Lucca, che sostenuto la realizzazione del progetto. L’idea del portiere elettronico è di Luca Fanucci, docente di ingegneria elettronica dell’ateneo pisano, che da anni si occupa anche di ausili tecnologici per disabili. ”El.Go. – spiega – è un emulatore di portiere da calcetto controllabile da remoto mediante un’interfaccia adatta a persone con disabilità motoria. A differenza di altri dispositivi analoghi, il portiere elettronico è stato concepito per permettere una partecipazione attiva al gioco ai disabili, che normalmente non possono partecipare all’attività ricreativa all’aria aperta per motivi fisici e si limitano a praticare virtualmente il calcio, utilizzando una consolle per videogame”. Il dispositivo è costituito da una sagoma di forma umana e da un robusto sistema elettro-meccanico che le permette di scorrere lungo la linea di porta con una rapidità paragonabile all’azione del portiere umano. L’intero sistema è alimentato a batteria ed è gestito da un circuito elettronico che si può comandare utilizzando una grande varietà di interfacce utente, come pulsanti o joystick. Le dimensioni di El.Go. corrispondono all’ingombro di una porta da calcetto, circa tre metri di larghezza, due di altezza e uno di profondità. Il sistema è progettato per il funzionamento sia all’interno che all’esterno, sia su cemento che su erba o terra battuta e prevede diverse modalità di gioco, adatte a persone con differente grado di disabilità motoria. In questo modo ciascun può godere di una tipologia di gioco personalizzata, che sfrutti al massimo le proprie potenzialità. I sensori del sistema, infine, consentono di gestire il gioco in sicurezza per impedire eventuali collisioni di giocatori in attacco con gli elementi meccanici in movimento: alla sua realizzazione hanno collaborato due giovani disabili, Paolo (18 anni) e Tommaso (16 anni), insieme ai loro amici ed entrambi hanno potuto utilizzarlo durante le ore di Scienze motorie al liceo.