Un’ app “truffa” per comprare un club, i soci chiedono il rimborso

Sembrava un sogno per molti, ma si è trasformato in un incubo. Lanciata a inizio marzo, l’app per smartphone “Ownafc” prometteva di diventare soci di un club inglese con una quota di 49 sterline, poco più di 57 euro.  Il fondatore Stuart Harvey prometteva agli utenti una sala riunioni dal vivo e in tempo reale per gestire il club. L’obiettivo dell’app era quello di costruire un club in grado competere nelle varie serie calcistiche inglesi, salendo chissà ai vertici del calcio britannico a colpi di promozioni. Gli utenti avrebbero dovuto decidere tutto, dagli acquisti all’assunzione del personale, a eventuali esoneri e vendite sul mercato. La proprietà era stata offerta agli utenti per un massimo di 10mila azioni. Harvey disse allora: “Contiamo che questa operazione possa portare più ingressi allo stadio e maggiori incassi per le sponsorizzazioni, vogliamo rendere il club autosufficiente in futuro”. Ora però l’app ha chiesto agli utenti un ulteriore versamento in denaro per l’acquisto di una società. Migliaia di utenti hanno così chiesto il recesso da ‘Ownafc’ perché sostengono di aver già versato l’unica quota prevista. I gestori hanno invece negato qualsiasi irregolarità, sottolineando che le 49 sterline incassate inizialmente fossero necessarie soltanto all’accesso e non all’acquisto della squadra da gestire, che comunque non è stata ancora individuata. Nei giorni scorsi, il club Hednesford Town F.C., che milita nella Premier Division della Northern Premier League, il settimo livello del campionato inglese di Calcio, aveva preso in considerazione l’acquisizione da parte dell’app ma una “decisione collettiva” aveva impedito l’acquisto. Secondo i termini di acquisto dell’app, Ownafc offrirà un rimborso ai propri utenti solo se l’acquisizione non viene completata entro tre mesi dalla nostra offerta. Migliaia di utenti si sono rivolti così alle proprie banche chiedendo un rimborso delle somme versate. Intanto, l’associazione britannica Watchdog Action Fraud ha ricevuto diverse segnalazioni relative all’app nelle ultime due settimane e ne ha pertanto informato l’ufficio nazionale di intelligence antifrode, che ha a sua volta coinvolto le autorità di polizia competenti. La Greater Manchester Police, che ha giurisdizione sul territorio in cui è registrata l’azienda, sostiene invece di non aver ricevuto ancora alcuna denuncia formale.

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