Nato a Subiaco, in provincia di Roma nel 1952, Ciccio Graziani è stato un grandissimo calciatore. Inizia a giocare con gli amici della parrocchia e venne aggregato alla squadra del paese, la Vis Subiaco. Tenta di entrare nelle scuole calcio di Roma e Lazio, ma venne scartato. Va a giocare nel Bettini Quadraro, formazione dilettantistica romana e nel frattempo aiuta il padre come muratore. La svolta arriva quando alcuni osservatori dell’Arezzo lo notano e lo ingaggiano. Dopo aver iniziato da regista in Toscana si accorgono che le sue caratteristiche sono altre e Ciccio viene dirottato in attacco. Nel 1970-71 Graziani arriva ad esordire in Serie B con l’Arezzo e nella sua esperienza in granta segna 11 reti in 48 partite.
A puntarlo è il Torino che lo acquista nel 1972, ma lo lascia un anno in Toscana. La prima gara assoluta col Toro la disputa il 3 ottobre 1973 in Coppa Uefa, mentre esordisce in Serie A il 18 novembre contro la Sampdoria. Segna la sua prima rete in A il giorno del suo compleanno, il 16 dicembre a Bologna. Cresce moltissimo sotto porta all’ombra di Bui e Pulici. Il suo carattere focoso non lo aiuta nel rapporto con i tecnici. In particolare, trova difficoltà sia con Giagnoni che con Fabbri. E’ Gigi Radice a metterlo al centro dell’attacco e del progetto. Trova una perfetta sintonia con Paolo Pulici e nascono i “gemelli del gol”. Nella stagione 1975-76 arriva il “Settimo Sigillo” lo scudetto che mancava ai granata dai tempi del “Grande Torino”. Graziani gioca 29 partite segnando 15 reti. Nella stagione successiva sono 21 le reti.
In Coppa dei Campioni, contro il Borussia Monchengladbach, avvenne un curioso episodio. Vennero espulsi Caporale, Zaccarelli e Castellini, il portiere. Cambi finiti. In porta va Graziani. Venti minuti con i guantoni senza subire gol. Lo 0-0 non servì al Torino che venne eliminato in virtù del 2-1 subìto all’andata. A cavallo degli anni ’80 il Torino vive una crisi e i tifosi contestano pesantemente. Al termine della stagione 1980-1981 Graziani passa alla Fiorentina. Arretra la sua posizione e si mette a servizio dell’altro centravanti. Ritrova la maglia della Nazionale e va al Mondiale del 1982, diventato campione.
La Roma gli mette gli occhi addosso e lo acquista. Disputa una buona stagione, ma sbaglia un rigore rimasto nella storia in negativo, quello nella finale di Coppa dei Campioni contro il Liverpool. Nell’estate 1986 accetta di trasferirsi alla corte dell’Udinese. In Friuli restò due stagioni prima di andare in Australia con l’APIA Leichhardt, ultima squadra in carriera.
Graziani ha poi intrapreso la carriera di allenatore con Fiorentina, Reggina, Avellino, Catania, Montevarchi. Allena anche il Cervia, protagonista del Reality show di Italia 1 “Campioni, il sogno”. Mitiche le sue sfuriate contro Gullo, Alfieri e Moschino.
Nel 1994 si è candidato al Senato tra le fila del Centrodestra. Ha recitato nei panni di se stesso, al fianco di Lino Banfi, nel film cult L’allenatore nel pallone, con un cameo anche nel sequel L’allenatore nel pallone 2. Nel 2014 ha salvato una bambina di 8 anni in piscina. Trovata sott’acqua dal bagnino, la piccola non riusciva a respirare. Graziani ha intuito che le vie aeree erano ostruite da un chewing gum, l’ha rimosso ed ha salvato la bambina. Bomber in campo, personaggio focoso e divertente fuori, ma anche eroe. Tutto questo è Ciccio Graziani.
