“Spillo” Altobelli: macellaio, bomber e quelle gaffe che diedero lavoro alla Gialappa’s

Si rinnova l'appuntamento con la nostra rubrica "L'uomo del giorno". Protagonista di oggi è Alessandro Altobelli, ex attaccante di Inter e Nazionale

“Spillo” Altobelli, bandiera dell’Inter degli anni 80 ed ex centravanti della Nazionale. Nasce a Sonnino, in provincia di Latina, il 28 novembre 1955. Soprannominato Spillo per il suo fisico esile e gracilino, con il passare degli anni diventa uno dei più forti attaccanti italiani, un centravanti completo: forte di testa, buona tecnica, molto rapido e abile negli spazi brevi. Cresce nel Brescia e con le “Rondinelle” debutta nel grande calcio, nella stagione 1973-74: nel capoluogo lombardo rimane per quattro stagioni, prima di spiccare il grande salto con l’Inter. Con il club nero-azzurro esplode definitivamente vincendo uno scudetto e due Coppa Italia. Dopo aver trascorso undici stagioni nell’Inter, di cui diventa anche il capitano, Altobelli è ceduto alla Juventus, nell’estate del 1988. Dopo un’esperienza deludente, Spillo ritorna al Brescia, dove conclude la sua carriera, dopo aver disputato 337 partite in Serie A e realizzato 132 goal.

Altobelli ha fatto bene anche in Nazionale, con la quale disputa due Mondiali, quello glorioso del 1982 e quello messicano del 1986. Con la maglia azzurra totalizza sessantuno presenze e venticinque goal. Il più famoso è, senza ombra di dubbio, quello segnato nella finale di Madrid, contro la Germania, dopo una volata di Conti e un dribbling ai danni del portiere tedesco Schumacher. Oggi Altobelli ha lasciato l’Italia dopo una breve esperienza da dirigente al Padova e un tentativo di entrare in politica quando nel 1996 si candidò per il centrodestra alla Camera, nel collegio Brescia-Roncadelle, ottenendo il 34,8% dei voti ma uscì sconfitto contro il rappresentante dell’Ulivo. Vive a Doha, dove ha fatto il commentatore tv per Al Jazeera Bein Sports Arabia.

Come lui stesso racconta mai avrebbe pensato di arrivare nel calcio che conta: “Ero destinato a fare il macellaio. Terminata la terza media andai a lavorare dal macellaio Merluzzi e appena potevo lasciavo il bancone e scappavo a giocare. Mai avrei pensato che il calcio sarebbe diventato il mio mestiere. Per fortuna qualcuno si inventò una squadra per ragazzi ed io ci arrivai. Se pensiamo che la mia carriera è partita da un paese dove non c’era neppure il campo di calcio…”

Di Altobelli si ricordano i gol, ma anche alcune gaffe diventate storiche. Abbiamo voluto raccogliere alcune delle sue celebri frasi, citate spesso nei programmi della Gialappa’s.

  1. Per la mia carriera devo ringraziare i miei genitori, in particolare mio padre e mia madre.
  2. Andiamo a giocare giù in Svezia.
  3. Ho caduto male e mi sono ingrinato una costola.
  4. Domanda di un giornalista spagnolo nel ritiro dell’Italia a Spagna ’82: Tu es casado? (sei sposato?). Risposta: Certo, che sono gasato, il mondiale ti carica tantissimo.
  5. Purtroppo nella mia vita ho un solo cruccio: ancora 5 anni e sarei diventato geometra.
  6. Questa Inter è come un carro armato a vele spiegate.
  7. Io per giocatori come Kutnetzov e Mikhailichenko farei calze false.
  8. Le esperienze bisogna vissurle.
  9. E’ veramente un onore fare qualcosa per questi bambini baciati in fronte dalla sfortuna…
  10. Certo che è stata una grande emozione entrare nel mitico Barnabau…
  11. Ho gollato.