In serie A è stato un weekend di fuoco. Le polemiche arbitrali l’hanno fatta da padrone, dalle gare di sabato sino all’ultimo posticipo domenicale conclusosi con il gol di Cutrone di gomito. Insomma, un vero e proprio putiferio calcistico, nel quale però è importante fare alcune considerazioni e distinzioni. E’ fondamentale infatti chiarire una cosa: non ci si deve accanire contro il Var, il Var funziona ma in questo weekend è stato utilizzato malissimo! Puntare il dito contro la tecnologia è quanto di più sbagliato si possa fare in questo momento. Nella giornata di ieri infatti, le immagini hanno chiaramente “detto” a Tagliavento che il gol del Crotone era regolare, così come hanno rivelato che l’espulsione di Pisacane non c’era. L’errore dunque è stato commesso dal direttore di gara, perchè prendersela col Var?

La tecnologia è un aiuto importante, che però va ovviamente accompagnato da conoscenze e capacità dell’uomo che alla fine dovrà prendere le decisioni finali. In diversi casi di discussione del weekend è stato l’uomo a sbagliare e non certo il Var. D’altronde errare è umano si dice, anche se in queste ultime giornate forse gli arbitri hanno esagerato. Davvero incomprensibili alcune decisioni. Molto generoso il rigore concesso al Napoli contro il Bologna, “motivato” dal direttore di gara in un colloquio con Donadoni: “dalle immagini non posso definire l’intensità di una trattenuta”. Verissimo, ma allora perchè darlo? Se è vero che non è possibile stabilire l’intensità di un tocco, il direttore di gara avrebbe potuto lasciar correre, anche se in questo caso si tratta di un bluff vero e proprio, l’intensità era lieve e si capiva eccome. Dunque alla fine dei conti, cerchiamo di capire qual è il problema legato al Var ed al suo utilizzo da parte degli arbitri. Gli stessi direttori di gara stanno vivendo male questa novità, che limita il potere discrezionale degli arbitri e li espone ad errori palesi, dovendo tornare sui propri passi spesso e volentieri. Gli arbitri stanno dimostrando d’essere prime donne, come Tagliavento ieri. Nonostante immagini chiare vogliono avere il pallino della gara in mano, creando disastri ingiustificabili in quest’era tecnologica. Dunque serve un cambio di rotta totale, il Var c’è e funziona alla grande, adesso gli arbitri devono adeguarsi alla novità in maniera totale, lavorando in maniera più analitica e mettendo da parte quella che un tempo si poteva definire interpretazione arbitrale. Gli arbitri si adeguino, si deve andare avanti, non tornare indietro a causa di incapacità palese.