Il Varese 1910, retrocesso dalla serie B al termine della scorsa stagione, non si iscriverà al prossimo campionato di Lega Pro. Il termine per la presentazione delle pratiche per l’iscrizione scadrà alle 19 di oggi ma è già certo che la società varesina non riuscirà a far fronte ai pagamenti necessari per mettersi in regola. Schiacciato da un debito assai prossimo ai 10 milioni di euro, il club biancorosso non è infatti riuscito a reperire le risorse (esattamente 2.157.000 euro) necessarie per saldare i debiti, pagando gli stipendi dei tesserati di marzo e aprile e saldando i relativi contributi, e presentare la fidejussione. Dopo le cessione della maggioranza delle quote societarie (il 97 per cento delle azioni) avvenuta nello scorso mese di giugno da parte di Nicola Laurenza all’imprenditore libanese Alì Zeaiter, che aveva anche assunto la presidenza del Varese 1910, sembrava che tutti i problemi si fossero risolti.
Invece, nel giro di un paio di settimane, Zeaiter ha rassegnato le dimissioni e ha lasciato il cerino nelle mani del vicepresidente Massimo Trainito, il quale, malgrado gli sforzi, non è riuscito a trovare compagni di viaggio disposti a condividere il progetto di rilancio della squadra biancorossa. A questo punto la palla passa al sindaco di Varese Attilio Fontana, al quale si sarebbe già rivolto più di un personaggio disponibile a farsi carico di una ripartenza dalla serie D, naturalmente con una nuova società senza debiti. Per la A.S. Varese 1910, alla quale verrà revocata l’affiliazione alla Figc, non resterà probabilmente che la via della messa in liquidazione, con buona pace dei creditori (la fetta più grossa, per oltre sei milioni di euro, è dell’Agenzia delle Entrate) e dei dipendenti, senza stipendio da cinque mesi. Tutti i calciatori, compresi i 170 ragazzi delle squadre del settore giovanile, saranno svincolati.