“In quell’anno sarebbe dovuto andare al Milan, era tutto fatto, ma dopo l’autogol al Mondiale era molto preoccupato, temeva che non lo volessero più. E queste sono le sue ultime parole che ricordo”. Anche oggi i ‘media’ brasiliani ricordano il ventennale della morte di Andres Escobar, difensore della Colombia assassinato il 2 luglio del 1994, dopo il ritorno in patria, in quanto ritenuto ‘colpevole’ della sconfitta dei ‘cafeteros’ contro gli Usa nel match del Mondiale americano. A ricordarlo, e a raccontare l’aneddoto dell’accordo con la squadra rossonera, è il fratello Santiago che si trova in Brasile assieme alla sorella Maria Esther con la quale domani assisterà a Brasile-Colombia a Fortaleza. “Mio fratello era un uomo pacifico – ha detto ancora Santiago Escobar – e non aveva mai avuto problemi con qualcuno. A nessuno passava per la mente che avrebbe potuto succedere una cosa del genere. Invece è morto in quel modo, e il dolore è ancora forte”.
Vent’anni dalla morte di Andres Escobar: doveva approdare al Milan…