Il commissario tecnico della Nazionale Italiana Giampiero Ventura è stato intervistato dal Corriere della Sera, rivelando alcuni interessanti retroscena:
“Lippi aveva i campioni da selezionare. Conte all’Europeo ha avuto il tempo di fare l’allenatore e dare forma alla squadra. Io i giovani come faccio a tirarli fuori? Me li vado a cercare. Dopo lo stage con 22 ragazzi, li ho fatti tutti controllare la domenica successiva, perché se avessero avuto l’atteggiamento da fighi non sarebbero più tornati in azzurro. Com’è andata? Nessuno ha toppato. Gagliardini, per esempio, è stato il migliore contro la Roma, Lapadula ha segnato, così come Caprari, Inglese e Ciciretti. Sportiello era in un momento difficile ed è andato via con il sorriso. È un lavoro a 360 gradi, tecnico e psicologico. Le potenzialità vanno tirate fuori”.
O come ad esempio quello riguardante la Gea, legata a Luciano Moggi:
“sono rimasto fuori dal grande giro anche per colpa di correnti di potere stile Gea? In buona fede sì. La colpa è stata anche mia, che non ho capito che il calcio stava cambiando: più che l’essere, contava apparire. Questo l’ho pagato clamorosamente”.
Poi a proposito di Pellè e dei suoi screzi con quest’ultimo:
“Su Pellé in un club avrei avuto tempo di lavorarci. Qui no. L’ha chiamata? So che ha chiesto scusa ai compagni. Gli auguro di aver capito, ma lo dico più per lui che per me. Penso a storie di talenti per i quali i soldi hanno inciso negativamente. Come quando uno vince al Superenalotto e si rovina la vita”.
Infine a proposito di Mario Balotelli:
“Balotelli? Ci vuole un rapporto e quando parleremo capiremo se ci sarà la possibilità di collaborare con lui. Sino adesso non ha fatto quello che le sue qualità gli avrebbero consentito”.