Ventura a tutto tondo: dalla crescita del Torino al fenomeno Locatelli

“E’ sempre poco simpatico fare i paragoni, che nel calcio ci stanno e vanno accettati, ma vanno fatti nello stesso spazio temporale. Non si possono prendere in esame un buon Europeo e la prima partita con tre giorni a disposizioni, andrebbero prese in considerazioni le qualificazioni fatte dalle due squadre”. Gian Piero Ventura e il ‘fantasma’ di Antonio Conte: l’attuale ct della Nazionale chiede il giusto tempo per compattare una Nazionale che in futuro faccia bene come quella avuta dall’attuale tecnico del Chelsea. “La differenza tra una Nazionale ed un club – sottolinea a ‘Che tempo che fa’ su RaiTre, ospite di Fabio Fazio – e’ che se con il club, in caso di sconfitta, hai subito altre partite, con una Nazionale la priorita’ e’ il risultato”.

LaPresse/Spada
LaPresse/Spada

Per eta’ ed esperienza, Ventura riesce a tenere a bada lo stress: “Sei costretto ad avere leggerezza, senno’ non riusciresti ad arrivare alla mia eta’ facendo questo lavoro. Sai le regole e di conseguenza giochi”. Soprannominato ‘mister libidine’ per una sua storica conferenza a Bari, il coach azzurro ha iniziato comunque positivamente le qualificazioni ai Mondiali di ‘Russia 2018′: “In Macedonia abbiamo avuto 15′ in cui sembravamo in narcosi totali, ma poi abbiamo sistemato le cose e vinto meritatamente. L’Europeo ha lasciato una Nazionale in la’ con gli anni, c’e’ da fare un ricambio generazionale”. I due giovani talenti piu’ gettonati del momento sono del Milan: “Locatelli e’ bravo e giovanissimo: in Italia se fai due partite sei da nazionale, se ne sbagli una ti chiedono perche’ l’hai messo’. Bisogna dargli tempo per non bruciarlo. Donnarumma? Esce dagli schemi, e’ un predestinato, ha solo la sfortuna di avere davanti uno che ha scritto la storia del calcio come Buffon. Deve avere pazienza, il suo futuro e’ scritto”. Ventura ammette poi che “per uno come me, che viene dalla strada, il sogno era fare un lavoro piacevole e fare strada. La Nazionale e’ il massimo e sono estremamente gratificato ed eccitato, e’ una sfida difficile. Io pero’ vivo di emozioni ed adrenalina, tutte le mattine mi sveglio con la voglia di mettermi in discussione”.

LaPresse/ Marco Alpozzi
LaPresse/ Marco Alpozzi

Detto che oggi, nel calcio, l’aspetto psicologico “incide al 75 per cento, mediamente e’ quasi sempre l’allenatore a trovare le password di ogni singolo giocatore”, Ventura ammette che la sua esperienza piu’ importante e’ stata sulla panchina del Torino: “Abbiamo ottenuto qualche risultato e soprattutto siamo riusciti a ricreare un’immagine, oltre a qualche plusvalenza: e’ un club che e’ stato la storia del calcio, quando sono arrivato c’era una grande depressione, con me siamo passati dalla B all’Europa ed oggi il Torino e’ ambito da tutti. Cinque anni fa era impensabile che Hart venisse, invece ha accettato con naturalezza”. Il Toro pero’ e’ nel passato del ct, che sceglie gli aggettivi che piu’ vorrebbe fossero accostati alla ‘sua’ Italia: “Oltre che vincente, vorrei che fosse accattivante, eccitante, sbarazzina, impregnata di voglia ed entusiasmo, perche’ una volta che sei entrato dentro il gruppo Italia, capisci cosa significa l’Italia per gli italiani. Vorrei che alla fine del mio ciclo – conclude Ventura – si ricordassero non le mie parole, ma le emozioni che siamo riusciti a trasmettere”. (ITALPRESS).