Verona, ma dove vuoi arrivare? I segreti di una squadra straordinaria

Che il Verona avesse costruito una squadra adeguata per la salvezza lo sapevamo tutti, ma nessuno ci si aspettava un inizio di campionato così esaltante da parte degli uomini di Mandorlini. I numeri parlano da soli: l’Hellas si trova al quarto posto della classifica di serie A ed ha totalizzato gli stessi punti dell’Inter; ha vinto la bellezza di 6 partite su 10, dimostrandosi una tra le formazioni con le media vittorie più alta.

MANDORLINI – Il primo segreto è senza ombra di dubbio rappresentato da Andrea Mandorlini, un tecnico che è una certezza. Vanno fatti i complimenti alla società che si è dimostrata stabile e lungimirante con l’allenatore di Ravenna, al timone dei gialloblu dal lontano 2010 quando gli scaligeri si trovavano addirittura in Lega Pro. Fiducia totale nelle sue mani e particolare conoscenza dell’ambiente gli hanno consentito di approcciarsi vantaggiosamente ad una realtà come la serie A, che mancava al Verona dal 2002. L’Hellas è una squadra equilibrata in tutti i reparti ed il merito di ciò è sicuramente suo.

TONI – Luca Toni è l’arma più tagliente degli scaligeri. Plasmato su misura da Mandorlini è miracolosamente rinato, alla veneranda età di 36 anni, dopo anni bui e deludenti. Il bomber che ha fatto le fortune di Palermo, Fiorentina e Bayern Monaco, oltre ad aver già segnato 5 gol in 9 partite stagionali, riesce a spaccare i match proprio come faceva da giovane, regalando assist a volontà e facendo reparto da solo come un ragazzino. Eterno ed immortale.

TECNICA E VELOCITA’ – Il Verona è una squadra fondata sulla tecnica e la velocità: Hallfredsson, Jorginho e gli esperti Donati e Donadel sono interpreti del centrocampo con grandi qualità tecniche per un campionato come la serie A, affiancati da Iturbe, Gomez, Martinho, Jankovic e Romulo che possiedono grande rapidità ed eccezionali doti balistiche e di inserimento, completano un reparto che si colloca subito dietro quelli della big italiane, anche sulla carta.

RAFAEL E LA DIFESA – Quello del portiere è un ruolo delicato e senza un estremo difensore che riesce a dare la giusta sicurezza alla difesa non si va da nessuna parte. Rafael è senza dubbio un gran portiere: secondo le statistiche della Lega è il portiere che ha effettuato il maggior numero di parate fino ad ora nel massimo campionato. Garantisce la giusta tranquillità ai difensori che hanno sfigurato, finora, soltanto contro l’Inter. Il reparto è anche caratterizzato dall’esplosione di Cacciatore.

NO AI FACILI ENTUSIASMI – Tuttavia il Verona ha il dovere di volare basso e di continuare a remare su questa strada senza montarsi troppo la testa inutilmente. Sarà quasi impossibile ambire a traguardi europei, ma la possibilità di condurre il campionato in tranquillità è concreta. Gli scaligeri non devono cadere nell’errore di dodici anni fa quando sulla panchina veneta sedeva Malesani. Nell’ultima stagione di serie A infatti si trovavano, in questo momento del torneo, in settima posizione con 13 punti. Mantennero il settimo posto fino a poche giornate dalla fine, prima di capitombolare clamorosamente nelle ultime giornate, dopo essersi cullati sugli allori. Il Verona retrocesse e da lì ne seguì tutta la storia travagliata degli anni di B e C prima del trionfale ritorno dello scorso anno.