“E’ difficile abituarsi ad un’altra squadra, volevo fare piu’ di quello che si poteva fisicamente fare, mi serviva del tempo. All’inizio trovavo duro il lavoro settimanale, che richiede molto impegno. Ero abituato ai ritmi del Barcellona, qua si lavora molto tempo in palestra e sul campo e, nonostante fosse difficoltoso, volevo stare al passo con la squadra”. A parlare, a Telenuovo, e’ Rafael Marquez, 36enne centrale del Verona e storico capitano della nazionale messicana. “Magari prima di venire a Verona pensavo a giocare davanti e portare palla, ma qui tre cose sono importanti: difendere, difendere e difendere – dice ridendo il difensore gialloblu‘ – Se sento di aver sbagliato qualcosa in particolare? No, ma sento che c’e’ ancora molto da fare. Ho la responsabilita’ di fare di piu’, c’e’ qualita’ e speriamo di fare finale bello. Come rispondo alle pressioni di squadra che vuole salvarsi? Come professionista ho il dovere di fare il meglio. La cosa piu’ importante che ho imparato e’ quella di non sentire critiche, il primo critico verso me stesso sono proprio io”.

Marquez assicura che l’anno prossimo restera’ alla corte dei veneti: “La prossima stagione restero’, il mio contratto dura ancora un anno. Questo campionato mi e’ servito per vedere, conoscere e sapere cosa devo fare per migliorare. Il bello del calcio e’ che ogni giorno ti da’ una possibilita’. Dove puo’ arrivare il Verona? Credo che in questo finale di campionato dobbiamo dare continuita’ alle belle prestazioni viste con Cagliari e Fiorentina”. Marquez ricorda infine che “quando sono arrivato a Verona mi hanno accolto dicendomi che non avevamo mai visto un campione come me. Io non sono piu’ il Rafa dei tempi del Barcellona, ho 36 anni ma mi alleno piu’ al meglio possibile”.