Un campionato per potersi dire autenticamente di Serie A necessita, prima di qualsiasi altro requisito, che gli attori dipongano di un palcoscenico adeguato e proporzionato alle ambizioni da grandeur. Dopo quello che si è visto domenica pomeriggio allo stadio Massimino di Catania, il traguardo sembra assai distante. Due squadre, gli etnei ed il Parma di Dondoni, che hanno regalato uno spettacolo di scarso livello tecnico, anche perché ostacolati da un terreno di gioco che, colmo di pioggia, non era in condizioni mimimamente presentabili neanche per tornei di categoria inferiore. Pozzanghere ovunque che hanno fornito una rappresentazione plastica dello stato in cui versano quasi tutti gli stadi italiani. Una indecenza per il calcio tricolore che si trasforma in una mancanza di rispetto per i calciatori e i tecnici impegnati a preparare una partita poi impossibile da giocare secondo i piani tattici prestabiliti, e per il pubblico sugli spalti e davanti ai televisori, incredulo di fronte allo scempio del gioco più bello del mondo. Se è sufficiente un acquazzone ad annullare la bellezza di una partita, è di tutta evidenza che la strada da percorrere è ancora lunga perché il movimento calcistico italiano possa aspirare a tornare ai livelli del passato.
(Video) Che vergogna le condizioni del campo di Catania: quando il calcio è cancellato da un acquazzone!