Vieri: “dico tutto sull’Inter e Ronaldo; perdemmo la Champions per colpa di Materazzi!”

Vieri torna a parlare della sua lunga esperienza all'Inter

Christian Vieri è letteralmente scatenato. Dopo aver parlato del suo rapporto con Massimo Moratti, ha voluto continuare, sempre a La Gazzetta dello Sport, svelando alcuni retroscena sull’Inter. “Ne ho sentite dire tante in giro, ma io non potrei mai odiare l’Inter anzi la amo! Questo sia chiaro a tutti. È impossibile, sono stati i miei migliori anni, mi sono spaccato per quella maglia, ho segnato quasi un goal a partita, ho sofferto, gioito e provato emozioni che non ho mai più avvertito da altre parti. Agli allenamenti ero il primo ad arrivare e l’ultimo ad andare io. E tutto ciò nonostante le poche vittorie. Quelle emozioni erano uniche, perché vissute in simbiosi coi tifosi”.

Vieri ha poi parlato del rapporto con il suo grande amico e compagno di squadra Ronaldo: “ancora oggi mi arrivano su Twitter foto di me e Ronaldo insieme. Che tempi! – ha affermato Vieri – Ecco, uno dei grandi rimpianti è non aver giocato più a lungo assieme al Fenomeno. Eravamo i più forti, e che attesa c’era attorno a noi. Mi ricordo Inter-Verona, arrivammo allo stadio un’ora e mezza prima, eppure dentro c’erano già 85.000 persone che urlavano il nostro nome. Roba da brividi, impossibile da spiegare. Comunque, di una cosa vado fiero: ho dato davvero ogni energia per quella gente”.

ITALY SOCCERPoi il suo racconto entra nei dettagli e non mancano gli aneddoti: “Non mi sono mai tirato indietro e a volte ho giocato nonostante non stessi in piedi. Sono stato il bomber più prolifico dell’era Moratti. Però, mi dicevano: vai in campo, resta lì davanti anche fermo, che per noi va bene così. E io accettavo, perché ci tenevo davvero, anche a costo di fare figure di merda. Nel 2003 in Champions segnai i due goal qualificazione contro il Valencia, poi proprio al Mestalla mi feci male al ginocchio e addio doppia sfida col Milan. Ancora oggi non perdono Materazzi e Carew: mi cascarono addosso e mi ruppero. Incredibile, infortunio assurdo. Eravamo maturi per quella Coppa e io stavo benissimo. Con me potevamo vincerla”.