Nella lunga intervista concessa a La Gazzetta dello Sport, Christian Vieri è tornato a parlare della Nazionale, da lui definita come il suo secondo grande amore, dopo l’Inter. Il centravanti giramondo è il capocannoniere dell’Italia per gol segnati al Mondiale, con 9 realizzazioni, alla pari con Paolo Rossi e Roberto Baggio: “nel 2006 persi i Mondiali per un infortunio, non riuscii a vedere nessuna partita dell’Italia. Mi dicevo: ho faticato per anni, ho segnato 9 gol ai Mondiali e mi perdo il sogno di una vita. Poi, però, nel mio cuore ho gioito con tutti quei ragazzi, compagni di sempre in azzurro: era la nostra generazione, avevamo giocato insieme dai 17 anni in avanti, eravamo stati campioni d’Europa anche con l’Under 21. Certo, quella sera a Berlino era tutto perfetto, mancavo solo io… Quella era la generazione più forte che l’Italia del calcio abbia mai avuto, assieme a quella del 1982. Vincemmo nel 2006, ma forse il top lo avevamo toccato nel 2002″.
“Quasi mi scoppiava il cuore quando Cesare Maldini, un secondo padre per me, mi chiamò in Under 21. Prima di ogni gara andavo in bagno e piangevo fra gioia e tensione. Rappresentare il proprio Paese è la cosa più eccitante per me. Io sputavo sangue per la Nazionale, uscivo distrutto dopo ogni gara, non ammettevo altro modo di interpretare certe partite”.