Dopo 33 anni potrebbe aprirsi uno spiraglio nella vicenda sulla presunta vincita milionaria al Totocalcio, mai corrisposta a Martino Scialpi, commerciante di Martina Franca (Taranto), perche’ si sostiene che negli archivi di Bari e Roma non siano mai arrivati ne’ la matrice e ne’ lo spoglio della schedina. Il gip del tribunale di Roma, accogliendo l’opposizione della difesa alla richiesta di archiviazione dell’indagine del pm Barbara Zuin, ha fissato l’udienza camerale per il 4 novembre, durante la quale ci sara’ la discussione delle parti. Dopo la discussione il giudice decidera’ se archiviare o meno il procedimento. Sono indagati, con l’accusa di aver prodotto documenti falsi, l’avvocato Luigi Condemi del Coni, l’avv.Enrico De Francesco di Taranto e l’ex responsabile Coni per la zona di Bari Mario Bernacca. Secondo le prime ipotesi accusatorie, per le quali lo stesso pm ha chiesto poi l’archiviazione, i tre avrebbero esibito documenti che sapevano falsi perche’ gia’ dichiarati tali da una doppia perizia nell’ambito di un incidente probatorio del tribunale di Bari. “Documenti – spiega l’avv. Guglielmo Boccia, difensore di Scialpi – che sarebbero stati confezionati circa 12 anni dopo la vincita. Sono gli stessi documenti che hanno indotto in errore il giudice di Roma Assunta Canonaco, che ha respinto le nostre richieste in un altro procedimento civile”. Il 61enne commerciante il primo novembre del 1981 sbanco’ il Totocalcio con un 13 da poco piu’ di un miliardo di lire (con la rivalutazione oggi ammonterebbe a circa 9 milioni di euro), ma non ha mai incassato la vincita. Il 19 settembre, intanto, e’ prevista l’udienza in cui si dovra’ decidere sul procedimento di pignoramento, avviato dal legale del commerciante ai danni del Coni, per un ammontare di oltre 3 milioni di euro, su beni immobili e presso terzi riconducibili al Comitato Olimpico.
Vincita milionaria al Totocalcio negata da 33 anni: adesso potrebbe essere incassata