Gabriele Volpi, patron della Pro Recco e dello Spezia, è stato spesso accostato alla Sampdoria ma le parole di una sua ex collaboratrice hanno gettato ombre sulla sua figura: “La signora riceveva precise indicazioni da Gabriele Volpi o dall’amministratore delegato in carica sulle modalità dei pagamenti da effettuare in ‘nero’ ad atleti, allenatore e collaboratori”. È scritto così nel ricorso al tribunale di Genova, in una causa di lavoro come tante se non altro che in questo caso si parla della Pro Recco, la squadra di Pallanuoto più forte in Italia e forse nel mondo.
Né Volpi né la Pro Recco, al momento sono indagati, ma le accuse mosse sono gravi. Nel 2012 questa signora di 58 anni viene licenziata e decide di togliersi qualche sassolino dalla scarpa e, come riferisce il ‘Fatto Quotidiano’, racconta episodi particolari, oltre a quelli già citati sopra: “La signora – è scritto nel ricorso firmato dall’avvocato Teo Tirelli – ha svolto mansioni “non ufficiali” direttamente affidate da Gabriele Volpi… doveva tenere la contabilità non ufficiale, con redazione dei bilanci consuntivi, dei budget non ufficiali e della gestione del cash flow non ufficiale.. ogni mese, dopo aver ricevuto una telefonata dalla Svizzera incontrava persone sconosciute e sempre diverse che le consegnavano denaro contante da impiegare per fare fronte alle spese e agli oneri della società (premi e retrocessioni sulle sponsorizzazioni)”. Insomma non un bel biglietto da visita per Volpi in vista di un possibile approdo alla Sampdoria.