Caso Watford e garanzie bancarie, la risposta di Pozzo alle accuse

Dopo l'apertura dell'inchiesta su una presunta lettera di garanzie falsa, la famiglia Pozzo risponde con una nota ufficiale

La stampa inglese, sempre molto movimentata, ha riportato, questa mattina, un fatto che potrebbe costare caro alla famiglia Pozzo, proprietaria di Udinese e Watford. Il ‘Daily Telegraph’ ha infatti ha affermato di essere in possesso di una lettera di garanzie della banca Hsbc falsa, presentata quando Gino Pozzo al momento della presa della proprietà della squadra inglese.

L’indagine da parte dell’English Football League non è tardata ad arrivare e nemmeno la risposta dei Pozzo che “contesta il fondamento di qualsivoglia censura mossa al proprio operato”. Inoltre “solo in tale occasione ha investito 20 milioni di sterline per il potenziamento della squadra e lo sviluppo della società, con risultati noti a tutti. Si è immediatamente manifestata, e viene in questa sede confermata, la piena disponibilità della società a fornire alle competenti autorità investigative ogni elemento e documento utile ad accertare in tempi rapidi la verità dei fatti e la piena correttezza della condotta tenuta dal club”, si legge in una nota ufficiale.

Le accuse sono alquanto sospette e fanno riflettere circa la veridicità del documento. Lo stesso ‘Telegraph’ rende noto che, secondo i documenti in suo possesso, la holding che possiede il Watford non avrebbe avuto bisogno di falsificare la lettera di garanzie in quanto in possesso di risorse finanziarie sufficienti a prendere il controllo del club.