Niente divisioni ma unita’ d’intenti. E’ questa la ricetta che la Roma americana sta cercando di diffondere in un calcio italiano in difficolta’ a livello internazionale e che ha bisogno di riforme per mettersi al passo con l’Europa e non solo. Italo Zanzi, Ceo giallorosso, in una lunga intervista rilasciata nei giorni scorsi al sito philly.com prova a spiegare l’approccio adottato da Pallotta e dal suo entourage dal loro sbarco nella Capitale. “Abbiamo imparato molto dalle pratiche americane di marketing che forse non erano o non sono molto diffuse in alcune parti d’Europa o in Italia – le sue parole – Se guardiamo per esempio alle dinamiche all’interno della serie A, siamo i principali propositori di un’azione collettiva e spesso e’ difficile fare breccia perche’ e’ qualcosa che non e’ intrinseca nel sistema. Se guardiamo al successo di campionati come la Nba o la Premier League inglese, e’ generalmente basato su un’azione collettiva e positiva fra i proprietari. Non c’e’ niente di sbagliato nell’essere feroci rivali in campo ogni weekend, ma fuori dal campo siamo una lega e un’industria e dobbiamo lavorare insieme. Abbiamo provato a essere degli innovatori all’interno del sistema ma non e’ facile, perche’ il calcio europeo non guarda generalmente al cambiamento, anche se ne ha bisogno. Non e’ facile ma non vuol dire che non ne valga la pena. Siamo molto aggressivi e diretti ma rispettosi. Siamo convinti che alcune cose vadano cambiate e ammodernate. Certo, alle volte siamo gli unici a dire: ‘ragazzi, che succede? Forse c’e’ un modo migliore’. E puo’ essere frustrante. Ma a poco a poco stiamo trovando seguito”.
“Ci sono alcuni nuovi proprietari che penso porteranno nuove idee, ci sono alcune squadre con nuovi dirigenti e che cercando di migliorare – aggiunge Zanzi – Non e’ facile ma continueremo a lottare per migliorare il calcio italiano il piu’ possibile”. E fondamentali, per il futuro, sono gli stadi di proprieta’. La Roma e’ al lavoro per il suo impianto, che “e’ immensamente importante per tante ragioni. Questo progetto va oltre lo stadio di calcio. Aiutera’ senza dubbio la nostra squadra da un punto di vista competitivo e sara’ fantastico, per i nostri tifosi, avere un ambiente meraviglioso dove supportare i loro beniamini. Ma ci piacerebbe che se ogni squadra avesse il proprio stadio. Applaudiamo la Juve per quello che ha fatto e certamente supporteremo qualsiasi altra squadra che abbia una visione simile”.